Suono il clarinetto basso da oramai, trent'anni.
Quello che cerco è un suono che sia grande
da custodire le voci di chi non ha voce. Di essere eco, e cura.
"INSUFFLARE" per Marco Colonna
Loredana Müller 2025 inchiostro a carbone e fuliggine 1/1
Buonasera a voi tutti!
Siamo al momento conclusivo e ci prepariamo, almeno in Areapangeart per passare le festività raccolti ed in silenzio.
Perché solo una nuova energia darebbe senso alla festa del nascere, pensando che altrove bambini, giovani esseri umani, creature...non hanno né diritti né pace...se non di morire.
Ultimamente sono tornata a leggere delle pagine tra Jung e Pauli...delle pagine in cui si parla di sincronicità e concretezza, di psiche e spirito intrinseco alla materia... aspetti, questi, che stiamo abbrutendo con il nostro pensiero legato al profitto di un io ... problema enorme ... materia è Mater ed è il passaggio-soglia di ogni nascita, Testori pronuncerebbe Mater e Pater come mare e pietra ... Ecco, noi siamo terra... acqua e una manciata di minerali...unitamente all'anima-soffio e quel respiro-vita.
Ho il piacere di presentarvi un musicista di rara sensibilità, Marco Colonna, sono giorni che ci accompagna in sala, con quella sua riflessione sonora a noi dedicata; musica che tocca il respiro come fondamento del pensiero.
Diremo grazie a Giulia Napoleone se è qui, ricordando che tra loro due scorre un’amicizia significativa, hanno lavorato assieme a più progetti... Qui, ad esempio, abbiamo una registrazione un cd con copertina di Giulia.
Avete appena visto le carte per Silenzi di Giulia Napoleone, nata a Pescara nel '36 e che ora vive e lavora a Carbognano in una casa dalle mura medioevali... nella terra dell'Etruria. Giulia! Pellegrina e cittadina del mondo, il suo lavoro parla di universi, cosmologie e cieli che non hanno confini e sono segni di misura orientati alla coscienza, all'anima, all'essere umano che dialoga con l'eternità come tempo-tempio simbolico.
Marco Colonna ha dedicato a questa esposizione e a questi spazi, una particolare partitura, da lui pensata, ideata, e suonata. Ora un cenno attorno ad uno scambio delicato avvenuto con François Lafranca, lo scultore che avete colto in sala espositiva, artista che sa ascoltare le pietre, dopo averle scelte e raccolte per determinare il suo intervento; Lafranca inoltre, possiede un sottile sguardo sulla dimensione dell'editoria, partendo dalla cellulosa che trasforma in carta, una carta su cui ha stampato numerosi artisti di valore: Chillida, Dorazio, Castellani, la stessa Giulia Napoleone le sue carte le ama e anima. Gli ultimi cieli tondi dal diametro di 130 cm che saranno espositi nel suo paese natale, per i sui 90 anni a febbraio 2026 sono su carta Lafranca). Ma perdonatemi vado cercando raccordi. Fra poco il suono pretende vuoto e silenzio, quel vero ascolto.
Perché le onde sonore toccano e risuonano nel corpo, e, tornando a Jung, lui ne parla con mistero e attenzione, quasi paura, perché animano dall'interno e toccano e attraversano tutto il nostro corpo ancestrale, conscio e inconscio, si muovono libera-mente, oltre la mente.
E i suoni che ascolteremo, interpretati ora da Marco Colonna, arrivano proprio dalla meditazione Zen, dai monaci Komuso, monaci del vuoto, parlare di vuoto e silenzio, aprirebbe un nuovo capitolo. Senza contare il fatto che I monaci Komuso suonano a viso coperto e qui, di lato, vedete uno dei testi di Max Picard altra presenza importante in questa esposizione, in cui si parla di volti-maschere mortuarie. Tornando a François Lafranca, scultore, editore, pittore e stampatore non possiamo sottrarre il fatto che è anche musicista, suona il Benjo, il Sassofono, ed ha un suo gruppo: -e mi diceva " Sai Loredana ammiro molto la libera capacità di Marco, simile a come noi lavoriamo con certi segni e automatismi, assume forme di interpretazioni liberate dalla struttura culturale e dal tempo, lui suona con improvvisazioni estremamente colme della sua esperienza musicale, eppure nuove, liberate da confini.
Quanto mi piacerebbe nel suono raggiungere questa dimensione!”-
Ho risposto pensando, dicendomi che quello che raggiunge un altro noi... non sia che magica parte di tutti noi.
Ed è questa la dimensione che perseveriamo un poco qui ad Areapangeart volendoci conoscere, e soprattutto in questo periodo in cui si parla di nascita perché bisogna ri-co-nascere- per rinascere ogni volta un poco nuovi... Proust diceva come l'arte serve ad avere altri occhi, altre orecchie, fondamentalmente ulteriori aperture, più stanze del cuore.
Sono presenti anche due dei tre poeti che abitano con noi la sala, Antonio Rossi e Gilberto Isella. Rita Iacomino è con noi simbolicamente dato che la sua poesia in sala riguarda l'infanzia. Inoltre è presente chi ha tirato un filo rosso e pregnante sulla nostra riflessione comune, Maurizio Chiaruttini, musicista a sua volta...e va detto che tutti noi abbiamo animato un piccolo catalogo, che potete trovare in libreria, di cui posso dare solo alcune copie agli autori. E ad alcuni di voi è già arrivato in omaggio. Ancora ringrazio, loro e tutti voi. Agli autori porgerò un mio pensiero-cartaceo a fine serata. Giulia lo ha già fatto, qui ho una carta anche per Marco.
Ora lascio la parola a Marco Colonna, ci introdurrà lui alle prossime sonorità trascendenti e, se vorrà, ci racconterà un poco di sé stesso. Lore
Suono il clarinetto basso da oramai, trent'anni. Quello che cerco è un suono che sia grande abbastanza da custodire le voci di chi non ha voce. Di essere eco, e cura.
Marco Colonna (Rome, 1978)
Clarinettista basso, compositore, improvvisatore e docente di tecniche d'improvvisazione alla Siena Jazz University, Marco Colonna è una figura che pone al centro del suo lavoro i confini tra stili, arti e linguaggi. Attivo nella World Music (esibendosi in importanti festival internazionali come il Rainforest World Music Festival, Sziget e Khamoro), nella musica contemporanea (con numerose opere scritte per lui da compositori come Giorgio Colombo Taccani, Shigeru Kan No, Dan Di Maggio e Sofia Mycaelyan; è stato il primo in Italia a eseguire un concerto per clarinetto contrabbasso solo al Festival delle 5 Giornate di Milano) e nel jazz, dove è costantemente riconosciuto come una figura rilevante dalle riviste specializzate. Da un decennio compare nei referendum di fine anno della rivista Musica Jazz tra i migliori musicisti dell'anno, con album ai vertici delle classifiche e partecipazioni a formazioni di rilievo.
Ha suonato e collaborato con una miriade di musicisti, tra cui Evan Parker, Alexander Hawkins, Mat Maneri, Gordon Grdina, Franck Gratkowski, Agustí Fernández, Zlatko Kaučič, Roberto Ottaviano, Ettore Fioravanti, Umberto Petrin, Cristiano Calcagnile, Silvia Bolognesi, Ermanno Baron, Fabrizio Spera, Cristian Muela, Zeno De Rossi, Giovanni Maier, Giorgio Pacorig, Massimo De Mattia, Stefano Giust, Fabrizio Puglisi, Martin Mayes, Emanuele Parrini e molti altri.
Ha pubblicato musica con Parco Della Musica, Fundacja Słuchaj, Leo Records, Klopotek, Not Two, Relative Pitch, Setola Di Maiale, Afk e Folderol Records.
Attivo nel teatro dal 2001, ha recentemente composto (ed eseguito dal vivo) le musiche per lo spettacolo La Rosa Bianca, scritto e interpretato da Aida Talliente, prodotto da Aria Teatro.
Collabora con Pino Ninfa in performance che uniscono musica e fotografia.
Oltre a scrivere saggi sulla musica, si dedica anche alla letteratura (pubblicando con Blonk e Edizioni Kappabit). Approfondisce il rapporto con il linguaggio poetico, collaborando con il poeta Alberto Masala e la scrittrice Savina Dolores Massa. Ha contribuito sia musicalmente che testualmente al libro Ciudades/Città, edito da Info Modo Shop, insieme ad Alberto Masala e Raúl Zurita. Collabora inoltre con il poeta Lorenzo Mari e l'artista Giulia Napoleone.
