20 febbraio    ACQUAPOETICA                    

           “Condotta forzata“ attorno al testo di Marino Cattaneo                  

 voce recitante Pietro Aiani, modera Gilberto Isella

    libro d'artista edito areapangeart di Loredana Müller

 

 

 

 

 

Un saluto a tutti i presenti, ringrazio in primo luogo, Marino Cattaneo che ha dato uno stimolo significativo, nel generare un libro d'artista che dia un la'...nell' iniziare un percorso poetico tra pagine di testo e pagine incise, attorno al territorio.

 

Questa sera parliamo di Condotta Forzata, qui al piccolo centro di areapangeart, dove al primo piano si trova l'esposizione PRIAME ADUMBRATE – PRIME OMBRE , un dialogo tra la scultrice Michela Torricelli e la sottoscritta .

 

Un esposizione che vorrebbe portarvi nella rilevanza della luce, tra i bianchi d'ogni inverno, le cicliche presenze di sapori d'aria, di ghiacci che vanno a scomparire, mitiche presenze, attori dai lenti movimenti, accendono candori, silenzi, minime ombre... piccoli assoluti, nelle sculture di Michela Torricelli, suoi appunti di viaggio dalla Groenlandia fattisi piccole e minuziose realtà, nell'esporsi volumi che si inerpicano e denotano pareti scoscese. Le sue porcellane come ridotti Aisberg, nascono in realtà da una doppia estrema differenza nelle temperatura, quella glaciale vissuta nel viaggio, dove l'acqua assume forme inusuali e sembra ancora sognare, data la bassissima temperatura che unisce i suoi cristalli e qui esposte a Camorino le sue porcellane, che hanno richiesto una cottura ad alta temperatura, per concedersi allo sguardo in questa reinterpretata forma.

 

Torniamo alla CONDOTTA FORZATA, una condotta d'acqua, ancora acqua o acquapoetica parafrasando Gilberto Isella, che unisce o almeno tenta questa nostra dimensione del sostenere i linguaggi delle arti tramite mimesi, metafore, proiezioni e tutte quelle riflessioni che scorrono e ci fanno approdare al linguaggio come adesione di scelte, valori e codici. Una condotta d'acqua dove scorre l'acqua, essenza che nutre ogni creatura vivente, e ora per toccare i miei RACEMI rappresentati sulle pagine a parete, in sala espositiva, dove incisioni atipiche sottraggono luci e nebbie, tempi d'erbe, racconti di neve, e sottolineano tratti di piccole condotte di linfe, rami o racemi di piante. Un dialogo tra luce e spazio, buio d'ogni radice, vita che si alterna e quel buio che si presume esserci all'interno della Condotta. Un amica cieca mi diceva che lei vede luce, solo a volte buio. Come ho già detto in occasione dell'apertura il titolo-tema di Marino Cattaneo mi ha sospinto e riportato per un momento dietro ai banchi di scuola, ma di seguito leggendolo; e in saletta sono presenti due o tre esempi, inizialmente il testo mi ha fatto precipitare dato il suo avvio, giù, giù, giù, mi ha generato un affondamento tra me, il mio corpo la mia storia. Immersa in un stato d'ascolto interiore. Solo di seguito la visione della Condotta Forzata dal vero, così concreta lì come scorre tra Camorino e Giubiasco, e discende i suoi 900 metri vorticosamente a valle, mi ha riportato in terra, su questa terra, zolla, zona luogo d'archeologia industriale che ancora esiste, nello stesso nome di Camorino Medioevale, resiste la memoria di Casa e Mulino e resiste ancora un Ponte Romano. Tracce del tempo da non perdere, eccoci alla Condotta di fine ottocento tra i primi passi che hanno portato l'energia idroelettrica. Assicuro, che proiettando di seguito alcune fotografie, comprenderete. Ora presento Pietro Aiani che sarà voce recitante, la sua interpretazione avrà un lembo di riflessione profondamente simile, pensando che il padre ha lavorato come artigiano-fabbro su questa condotta nei primi anni del secolo scorso.

 

Ascolteremo la sua voce, che alcuni di noi riconosceranno, per quel magnifico basso tono continuo che ha saputo sempre accompagnare validi documetari. Solo dopo il momento recitativo e di lettura, Marino Cattaneo assieme a Gilberto Isella ci faranno entrare in modo più specifico nel tessuto letterario. Tenterò di far passre qualche immagine, una incisa durante il momento di lettura, come segni di un respiro, unisce il mio lavoro a quella di Michela, al testo di Marino e alla Condotta, solo a seguire alcune immagini fotografiche che svelano la monumentalità della condotta, un terzo momento l'avvenuta avventura tra i primi bozzetti e la realizzazione effettiva del libro d'artista che andiamo a presentare.

 

Ora PIETRO AIANI - Condotta forzata da un testo di Marino Cattaneo. Grazie L.M

 

L'immagine può contenere: una o più persone

L'immagine può contenere: una o più persone e persone sedute

Libro d’artista “Condotta forzata”

con testo di Marino Cattaneo

e incisioni di Loredana Müller

di Rosa Pierno


All’apertura del libro, esemplare unico, si precipita lungo la dimensione verticale, esattamente come sarebbe accaduto alla Alice che avesse sconsideratamente aperto la botola. In realtà, il libro Condotta forzata, con i testi di Marino Cattaneo e i disegni di Loredana Müller, più che un libro si presenta come un corridoio che immetta in una dimensione in cui le parole sono oggetti e i segni bianchi cordoli da afferrare per la risalita. Per la condotta, che fa precipitare l’acqua e allo stesso modo i vocaboli,  si veda la splendida pagina costruita col lemma “giù”, intervallato da vacuoli che valgono come intermittenze, consentendo all’occhio di cogliere le immagini volatili della discesa come accade nella ruota conservata al Museo della Cinematografia di Parigi, ove le fessure fanno percepire l’altrimenti invisibile volo dell’uccello.
La contiguità delle parole, deprivate da sintassi, veicola e inscena, assembla il paesaggio, accostando elementi concreti e astratti, intessendo fra i materiali che andranno a costituire il nido-testo, anche i rumori e le percezioni spazio-temporali, le variazioni meteorologiche. L’immagine-collage, costruita con i procedimenti dell’omofonia  e dell’analogia, utilizzando assonanze e allitterazioni, si rapprende, diventa trama fittissima, facendo scorrere dinanzi a noi, il tessuto filmico del paesaggio. La percezione è essa stessa coatta, non solo perché è quella che si subisce nei pressi dell‘impianto idroelettrico, situato fisicamente tra Giubiasco e Camorino, quanto perché è la mente a dispiegare il fonico contrappunto, a disporre la visione nella struttura testuale, quasi che il soggetto subisse entrambi, facendoli accavallare fino all’intrusione, nella caduta percepita, diremmo.
Tuttavia,  il testo finisce col prevalere, si libera dalle strettoie del visto, prosegue sui propri reticoli, s’allarga a macchia d’olio, riconquista brandelli di sintassi, s’apre a considerazioni umane e sociali (la fatica degli operai, quella dei progettisti, la sfida disumana portata dagli umani alla natura e la prova sostenuta,  ma anche il contraltare di tale fatica che ha un riscontro nel sogno e nella realizzazione, nello scopo  dell'impianto  di cui beneficia la comunità).
L’acqua stessa è un sogno: nelle sue profondità blu elettrico, nelle sue riflettanze chiare, ove sgorgano altre identità, l’artista Loredana Müller segue a sua volta la condotta idrica immergendovisi, percorrendone le cavità, grotte che si specchiano l’una nell’altra e che, come nell’antro di Circe, fanno smarrire la memoria, ma  ove sono anche i cordoli bianchi che affiancano il percorso, procurando la possibilità della risalita. Il libro è ideato con una geniale sezione tra testo e immagine - i quali restano separati da un taglio della carta - raddoppiando e amplificandolo la discesa: si scivola nel libro fino all’epilogo ove, magnificamente, si rimane nelle profondità intestine di un testo invaso dall’intensità del blu.

                                                                                                  Rosa Pierno







sì tutto                                                            
anche il nulla
refolo d’ombra o
soffio
quel fruscio anche
tutto tutto
 finire nell’inghiot-
        titoio ti dico
      la geometrale del
         tempo il corso
           dello spazio
     per forza di legge
   per rinascere esatta
     più sublime natura
          sublime merce
                  tutto

          nubi nubi nu-
bi albe albere ramaglie
scaglie rami le più mi-
nime lune le più minime
trasudazioni trame tane
neve livree livori cro-
ste radici tracimazioni
le più minime rocciosi-
tà accidia squame nembi
nuvolinembi di novembre
d’ottobre buriane burìe
tormente Carena Carmena
Verona di bestie Verona
affilata tritume d’ope-
rai operai operai grumi
muri musi fumi fumigno-
li ombre di sfuggiaschi
(giù giù) foschie Costa
Schena creste Canaa ce-
mento teste diga bitume
armeggiamento (in curva
d’aria) malora gallerie
gallerie di galera mor-
morio acredine torrenti
sommovimenti di baracca
lavorio di trame faglie
fame lame ale unghiasse
settembre le più minime
traversagne poi anche e
bocche (fauci) ferrigne
ferrai carrai laminatoi
colatoi caprai minatori
sassaie sassaie sassaie
volpi

(estratto dal testo Condotta forzata, 2016)