Anicca (impermanenza), dukkha (sofferenza) e anatta (inconsistenza dell'io) sono le tre caratteristiche comuni ad ogni esistenza cosciente. Tra queste, la più importante nella pratica di Vipassana è anicca. Come meditatori ci troviamo ad affrontare l'impermanenza di noi stessi. Ciò ci permette di comprendere che non abbiamo alcun controllo su questo fenomeno, e che ogni tentativo di manipolarlo non ci crea altro che sofferenza.
comunicato stampa
ANICCA DANZA CREATURALE in areapangeart
Daria Caverzasio Hug, Paola Mongelli e Loredana Müller
Inaugurazione lunedì 9 febbraio 2026 alle ore 19
ai Casgnò 11a a Camorino-Bellinzona -Ti-Ch (termina il 27 aprile 2026).
Intervento poetico di Andrea Balzola
Suoni in sala nell'esecuzione
di Luisa Castellani
(Scelsi CKCKC / Berio Sequenza III)
Curata da Loredana Müller
in sala un testo,
una visione dell'esposizione di Gilberto Isella,
previsto un breve cenno in apertura.
La trentacinquesima esposizione
apre il nuovo anno in areapangeart,
centro culturale di Camorino;
toccando il tema dell'impermanenza (Anicca),
dialogando con la sofferenza (Dukka)
e l'incoscienza dell'io (Anatta).
Dimensione augurale, che possa riconoscere
nella "trilogia" un senso,
e sappia farci mediare e meditare questo valore.
ANICCA come superamento
e continua accettazione;
sottraendo controllo, ma non caducità,
danza creaturale dunque:
per non cadere nella"banalità del (falso) bene".
Nella rilevanza delle religioni, dal Buddismo
al Cristianesimo; la parola religio,
seguendo l'etimologia "raccogliere-rilegare"
dal latino si tradurrebbe,
in quell'accudire la dimensione sacra,
unirla-legarla assieme.
Si auspica qui in areapangeart,
parlando di estensione "creaturale"
che sia accettazione sottile e rispetto,
tra esseri umani, animali,
piante, fiumi, mari, monti e idee,
culture, pensieri e stranieri;
per eleggerli a poesia,
arte come trasformazione,
e azione cosciente di pace.
Daria Caverzasio Hug, nata nel 1957 a Mendrisio;
ha un approccio alla fotografia,
lirico e poetico.
Studia all'Università di
Storia dell' Arte di Firenze,
e ha lavorato attorno a contributi per mostre
e cataloghi in Ticino.
Impegnata a valorizzare
carte di incisione calcografica e ordinare archivi,
studiando contenuti di opere d'arte
del passato e del presente
tra Musei e istituzioni oltre alpi.
Nel suo lavoro d'artista ricerca consistenze
tra mito e memoria, volti di persone mancate e
dialoghi dalla dimensione misterica.
In questa esposizione i suoi petali
divengono eco-esistenza
di ogni sensibilità. Partecipazione al caduco.
Così titolano le sue opere stampate
con inchiostro ai pigmenti su carta cotone -
"Prima che sfiorisse l’essenza del fiore,
sfiorirono i fiori"
(tratto da una frase di Gertrude Stein ).
E sono viaggi visivi tra orchidee e
quell'impermanenza
che diviene valore scultoreo,
lì dove il fiore patisce assenza d'acqua,
o quel tempo sentito, declinato a eco
della breve vita.
Riflette sulla poesia di Rainer Maria Rilke.
Nella saletta in areapangeart
approda successivamente ad una visione
"In volo" altro suo titolo, e sono i suoi piedi
a rivelarsi
tra ombra e riflesso, trascendendo
gravità creaturale.
E le sue carte "Leggéro"
sempre esposte a Camorino,
dove abbina mondi dal terreno perire,
a luoghi o soggetti impermanenti,
donandoci porzioni luminose e
presenze simboliche di estrema bellezza.
Paola Mongelli, nata nel 1972 a Torino
è artista visiva e fotografa.
Negli anni Novanta si laurea in Scenografia
all’Accademia Albertina di Belle Arti
di Torino. Insegna ora nella sua città,
in ambito Universitario,e genera laboratori
attorno alla fotografia sperimentale.
Si dedica anche a gruppi disabili.
Grazie al suo percorso da scenografa,
incontra il teatro,
ma è la ricerca personale attorno alla propria
espressione fotografica la sua esigenza.
Sperimenta la luce,
l'ombra, come altro specchio,
spesso usa la sua ombra corporea,
abbracciando campi fiori-colori.
Il tema del "busto-tronco albero-figura"
abita le sale di areapangeart.
Un corpo a corpo con l'estetica ribaltata,
ricercata come essenza vitale di impermanenza
e passaggio, scrittura di luce.
Scrive poesia o Haiku per delicati e sensibili
propri librini d'arte,
che stanno in una mano.
Ed espone a sua volta un passo,
quasi sciamanico e di danza,
quello che intraprende con la sua ilarità
e quel cogliere oltre il vedere;
lì nelle sue opere su carta fotografica
di cotone e inchiostro a pigmenti.
Lo testimoniano alcune altre carte,
disegnate; "autoritratti al buio".
Dove tra carta carbone, o carta da matrice,
automatismo e segni a frottage,
Paola traccia. Coprendosi l'occhio vedente,
lì...genera con l'occhio buio.
Disegna in piedi, in posizione verticale,
all'altezza del suo stesso volto,
su fogli di carta di buona dimensione.
Segni intensi-indiretti espressivi
e proprio per quello
"abbagliano sottraendosi".
Loredana Müller, nata a Mendrisio nel 1964,
frequenta l'Accademia di Belle Arti di Roma,
a sua volta con percorso di docente
tra Arti applicate
e tecniche pittoriche.
Cura e si occupa dell'allestimento
della mostra. Decide di esporre opere
che disorientano per tema insolito;
scelta incisoria atipica, quasi "sporca"
per dialogare con la raffinata estetica
della fotografia delle sue colleghe.
Loredana intraprende un dialogo
con l'inafferrabile animale, in modo "surreale".
Sembrano "negativi" i suoi animali preistorici,
ma domestici e dei nostri giorni.
Sono "strisce" di carta di cotone,
dove vi sono anime in movimento,
presenze guardiane dell'istante.
Incisione calcografica, segni "figuranti",
su lastre di zinco,
partendo dalla immaginazione attiva;
stampa i suoi metalli 1/1 incisi,
sempre con varianti di segni, barbe e colore.
Spesso con propri inchiostri, generati
con fuliggine-cenere e terre.
Unendo tecniche dirette e indirette,
carborundum, ceramolle,
acquaforte, verre gravure.
Nei "Sauri" per esempio in alcune strisce,
tocca-segna anche con pastelli generati
a pece greca e ossidi.
Sono "Versi diversi" di "Lupus- Canidi",
"Felini-Catus"
o esseri "Fluttuanti " Pesci-acqua"
"Uccelli-aria" e ancora
Umani tuffatori-nuotatori..
."Conigli o Leprus"
e stanno posizionati in bacheche,
fossili di luce, attorno a quella libertà
che la natura aveva previsto per loro.
Predati o predatori, comunque sia,
come "veri autori del sé"..
.parafrasando un piccolo testo "Coda" di Ferlinghetti.
In sala sono presenti tre testi poetici
attorno al "Passo":
Quello che introdurrà la serata
del 9 febbraio di Andrea Balzola,
sarà la poesia dal titolo surrealista "Impassire"
che attraverso le metafore dei "passi"
evoca la danza dell'impermanenza.
Testo poetico che per l'occasione dell' apertura,
sarà letto da Luisa Castellani,
soprano di grande talento e insegnante
al Conservatorio
della Svizzera Italiana,
con un percorso dedito al contemporaneo,
Luciano Berio in prima istanza.
Esegue e cura anche i suoni in sala;
le composizioni "vocali"
di Giacinto Scelsi CKCKC e
di Luciano Berio: Sequenza III,
sono da Luisa Castellani interpretate.
Unitamente al testo di Balzola, drammaturgo,
scrittore e autore multimediale,
saggista e docente di Arti e Media
all’Accademia
di Belle Arti di Torino,
in sala espositiva altri due testi sul tema
"Passo"
poesie che sostengono l'insieme
espositivo:
di cui una di Gilberto Isella,
poeta e critico letterario,
ideatore di testi e operazioni per teatro,
traduttore, docente
Liceale e Universitario.
( In areapangeart, numerosi i suoi contributi).
Ed un testo di Marino Cattaneo,
da Loredana chiamato il Geopoeta,
Marino è architetto di formazione,
insegnante e con una passione
per i toponimi, la storia e la geologia
e il Free Jazz.
Si sogna di generarne un libro d'artista
"PASSO" unendo
i tre suddetti testi a tre pagine incise
delle artiste visive che espongono.
Areapangeart prevede tre serate di approfondimento:
Cinema il 2 marzo; regia Werner Weick
" I colori della mia terra"
dedicato a Loredana Müller,
Portrait RSI 2021.
Il 6 aprile si presenteranno le artiste
Daria Caverzasio e Paola Mongelli,
in dialogo con Gilberto Isella e
Andrea Balzola e la loro poesia.
Il 27 aprile il momento tra i suoni
a cura di Luisa Castellani
questa volta cantati dal vivo da
Beatrice Pellegrino
che interprerà CkCkC di Scelsi.
a seguire,
Poesia di Marino Cattaneo.
Daria Caverzasio Hug___________________
Nata a Mendrisio nel 1957 ha studiato Storia dell’Arte presso l’Università di Firenze. E’ stata collaboratrice scientifica dal 1989 al 2003 al Museo di Villa dei Cedri a Bellinzona, occupandosi dapprima della catalogazione e valorizzazione del Fondo di Grafica antica. Diplomata in biblioteconomia, ha gestito per il Museo l’impostazione e la costruzione degli archivi documentari sugli artisti in collezione, la biblioteca, gli atelier e la sezione di libri sull’arte per bambini.
Presso il museo ha preso parte all’organizzazione di mostre e contribuito ai relativi cataloghi, curando nel 1996 la rassegna di grafica Da Dürer a Warhol sulla base delle collezioni dell’ETH di Zurigo e nel 1998 l’esposizione Art Transit : scambio di collezioni con il Museo Zu Allerheiligen di Sciaffusa.
Nel 1999 e nel 2001 si è occupata della costituzione dei Fondi Grafici dedicati a Renzo Ferrari e Paolo Mazzuchelli curandone la relativa mostra antologica e il catalogo. Dopo una formazione come massaggiatore medicale ha lavorato dal 2004 presso uno studio di fisioterapia iniziando a lato la sua ricerca fotografica.
Fra le esposizioni si segnalano nel 2013 la personale Similis/consustanzialis alla Galleria Job di Giubiasco, nel 2019 e nel 2024 le personali Attraverso e D’aprés alla Galleria ConsArc di Chiasso. Suoi lavori si trovano presso privati e nelle collezioni cantonali.
Vive e lavora a Castel San Pietro
Paola Mongelli, 1972____________________
Nata a Torino, è artista visiva e fotografa. Negli anni Novanta si laurea in Scenografia all’Accademia Albertina di Belle Arti e si dedica alla fotografia fine-art, sperimentando in modo personale le tradizionali tecniche di camera oscura. Dal 1998 espone le sue opere in Italia e all’estero (Phos, A Pick Gallery, Unimediamodern, VisionQuest, Stone Oven House, NegPos, Paolo Tonin, CSA Farm, Fondazione Italiana per la Fotografia, Weber&Weber). Oggi la sua pratica abbraccia anche la poesia, il disegno e la performance, privilegiando i temi legati all’autoritratto, all’ombra e al movimento. Dal 2009 è formatrice e docente in materia di fotografia e di educazione alla visione (Istituto Europeo di Design, IAAD Torino, Collegio Universitario Einaudi, Accademia Ligustica e Albertina, SDC Torino). Collabora con istituzioni e progetti educativi nell’ambito della disabilità e del disagio (Diaconia Valdese, Servizi Sociali, Fondazione Time2) promuovendo la fotografia come strumento terapeutico.
Loredana Müller_____________________________________
è nata a Mendrisio nel 1964, risiede a Camorino, nel Bellinzonese. Studia allo CSIA, segue le lezioni di M. Cavalli e M. Huber, tra grafica e arti applicate. Con una borsa di studio, si licenzia in pittura nel 1988 presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, ove frequenta i corsi di E. Brunori e G. Strazza. È pittrice, incisore, ceramista. Espone frequentemente in Italia, in Francia, in Svezia, in Romania e in Svizzera, sia in personali che in collettive. Rientra in Ticino nel 2000. Apre la Galleria Pangeart (2002-2006) a Bellinzona. Cura le cartelle calcografiche Omaggi e confronti. Avvia nel 2006 la Scuola areapangeart di Arti Applicate a Camorino. Nel 2007 il Progetto Pangeart si unisce a AR Officina d’Arte Contemporanea a Milano. Nel 2008 cura le cartelle calcografiche AR. Nascono le Edizioni areapangeart in collaborazione con artisti e poeti. Cospicua la produzione di libri d’artista. .
Dal 2010 al 2015 hanno luogo numerose esposizioni di pittura e d'incisione calcografica.
Nel 2015 apre col compagno Gabriele Donadini il centro culturale areapangeart, con esposizioni internazionali e incontri di poesia, letteratura, musica e cinema. Realizza ed espone frequentemente libri d'artista, nelle Biblioteche Cantonali, è presente alla Biblioteca Nazionale di Berna.. Acquisizioni frequenti dalla Commissione Culturale. Presente al Museo di Villa dei Cedri e in collezioni pubbliche e private Ha un mosaico in paste vitree alla Stazione di Numidio Quadrato a Roma ( 1997) e un mosaico in pietra e marmi nel sentiero alto di Forcaridra ( Ticino 2003). Nel 2021 Werner Weick gli dedica il documentario Portrait- art RSI "I colori della mia terra".
Luisa Castellani_________________________________________________________________
É soprano, è particolarmente apprezzata per l'estrema duttilità della sua voce, unisce temperamento appassionato, ironia e vis comica al rigore e al gusto dell'approfondimento musicale, qualità che mette al servizio del suo lavoro didattico.
Molti compositori come Kurtág, Ligeti, Morricone e Sciarrino ne hanno fatto un'interprete d'elezione. Berio l'ha voluta per dar voce al suo Calmo e per lei ha creato il ruolo di Ada in Outis.
Luisa Castellani ha cantato al Teatro alla Scala, Teatro La Fenice, Teatro Real di Madrid, Maggio Musicale Fiorentino, Accademia di Santa Cecilia, Barbican Centre di Londra, Konzerthaus di Vienna, Philharmonie di Berlino, Opéra Bastille e Châtelet di Parigi e Carnegie Hall di New York, dove è stata invitata da Maurizio Pollini.
Invitata, tra gli altri, dal Wien Modern, dal Festival di Salisburgo, e dall'Automne Musical di Parigi, ha collaborato con l'Ensemble intercontemporain, l'Ensemble Modern di Francoforte, il Quartetto Arditti, il gruppo Contrechamps di Ginevra e con solisti quali Ballista, Canino, Gaslini e Lucchesini.
Ha inciso più di 40 LP e CD per le più importanti case discografiche tra cui il “Pierrot Lunaire” di Schoenberg con Sinopoli, per la Teldec e “Sequenza III” di Berio per Deutsche Grammophon.
Andrea Balzola____________________________________________________________
Drammaturgo, scrittore e autore multimediale, saggista e docente di Arti e Media all’Accademia di Belle Arti di Torino, dove ha fondato e coordina il volume antologico “R-esistenze. Culture etiche e artistiche differenti” Albertina Press–Gli Ori,(www.resistenzemag.com). Ha collaborato con musei e università, e in ambito teatrale con alcuni dei maggiori registi e gruppi di ricerca italiani (https://it.wikipedia.org/wiki/Andrea_Balzola). Tra i suoi volumi più recenti: Poetòpos (poesia e fotografia), Caos Caso Cosa e Fino all'ultima pagoda (narrativa); Il teatro a disegni di Dario Fo, Scalpendi (con M.Pizza, video di G.Baresi); L’arte fuori di sé, Feltrinelli (con Paolo Rosa); Le arti multimediali digitali, Garzanti e Storie Mandaliche. Uno spettacolo interattivo (con A.M. Monteverdi) Nistri-Lischi; Una drammaturgia multimediale, Editoria&Spettacolo; La scena tecnologica e Storyboard. Tra lo script e il set, Audino ed., Nell'ambito dell'editoria d'arte ha pubblicato i volumi Onde (con incisioni di Lea Gyarmati); la trilogia poetico-visiva (poesie illustrate con disegni e incisioni di Francesco Franco): Disgregazione - Zero - Nostra Dormiente; Storie di pittori (con opere di Pino Mantovani e altri artisti); La dismissione del mondo (con incisione di Loredana Müller).
Gilberto Isella___________________________________________________________________
Nato a Lugano nel 1943. Studia letteratura italiana e filosofia all’Università di Ginevra (tra i professori Jean Starobinski).
Dal 1968 al 1971 soggiorna a Milano. Collaboratore editoriale.Ha insegnato italiano al Liceo cantonale di Lugano (dal 1974 al 2003) e alla SUPSI. Membro di redazione della rivista di cultura Bloc notes, di cui è stato uno dei promotori nel 1979, e vice-presidente del Centro PEN della Svizzera italiana e retoromancia. Partecipa alle attività delle Edizioni Opera Nuova.Collabora con varie riviste svizzere ed estere. Come critico si occupa in particolare di poesia contemporanea e teoria letteraria: numerosi articoli e saggi pubblicati in riviste e miscellanee. Ha curato un’antologia degli scritti di Mario Marioni (Fogli vagabondi, G. Casagrande, 1994) e, con Tiziano Salari, l’antologia poetica Armageddon e dintorni di G.Ramella Bagneri (Insula, 2011). Ha tradotto dal francese Charles Racine, Jacques Dupin e Bernard Vargaftig. Numerose le collaborazioni con artisti ticinesi e italiani (libri d’arte, plaquettes, cataloghi), e con il regista cinematografico Adriano Kestenholz. Le ultime raccolte poetiche: Corridoio polare (Book, 2006), Taglio di mondo (Manni, 2007), Mappe in controluce (Book, 2011) e Variabili spessori (alla chiara fonte, 2011). Censuralbe, Milano, Il robot adorabile, (2012). Con tempere di Adalberto Borioli. Preludio e corrente per Antoni, Bellinzona, Salvioni Edizioni, (2012). Con incisioni di Loredana Müller Donadini. Caro aberrante fiore, Lugano, Edizioni Opera Nuova, (2013). Mobilune, Bellinzona, Salvioni Edizioni, (2015). Con incisioni di Loredana Müller. Liturgia minore, Falloppio, Lietocolle, (2015). L'occhio piegato, Bologna, Book Editore, (2015). Prefazione di Vincenzo Guarracino. Acque aperte acque chiuse, [Milano], (2016). Con un'incisione di Adalberto Borioli. Berndard Vagaftig, Io scrivo ciò che è vivere, Lugano, ADV Publishing House, 2016. Traduzione e cura di Gilberto Isella. Gilberto Isella per Enrico Della Torre, Materie se non luci, Lugano, Pagine d'Arte, (2017) La memoria delle forme, [Mendrisio], Josef Weiss Editore, (2018). Con quattro disegni di Giulia Napoleone. Arepo, [Ro Ferrarese], Book Editore, (2018). Per il teatro ha scritto Messer Bianco vuole partire (alla chiara fonte, 2008). Con Loredana Müller ha creato i libretti d'arte Passato in frattali, pesce domestico, traffico metropolitano.
Marino Cattaneo__________________________________________________________________
Marino Cattaneo, nato nel 1957 a Varese, residente da oltre quarant’anni nella Svizzera italiana a Bioggio (Cantone Ticino, terra di confini). Architetto attivo nell’insegnamento e in ricerche sui luoghi dell’abitare. Coautore, con Prisca Groh, di L’albero fossile e l’albero vivo, Capelli, Mendrisio 2001, e autore di brevi raccolte poetiche non in commercio: Luoghi minimi, Il Salice, Locarno 2011; Appigli, mc, Bioggio 2013; Brughiera, mc, Bioggio 2014. Più edizioni edite areapangeart con il suo contributo, e una pagina incisa di L. Müller. Nasce per il n4 area " Cadorna" 2025
Werner Weick______________________________________________________________________
Sono stato un documentarista di lungo corso per la RSI, per la quale ho realizzato come giornalista, regista e produttore oltre duecento documentari di 60’ e centinaia di servizi tra il 1964 e il 2006. Di particolare importanza, la serie IL FILO D’ORO, ceduta a enti televisivi e università americane.
Dopo il pensionamento ho continuato la mia attività come indipendente realizzando ritratti per privati e documentari didattico/culturali per musei.
Vivo e lavoro ad Aranno (TI)
Nel 2013 personale al Filmfestival di Torino.
Nel 2015 realizzazione del documentario “In cammino con Hesse”, commissionato dal Museo di Montagnola, poi presentato all’Expo di Milano.
Nel 2016 realizzazione di un nuovo lavoro sulla Storia del Monte Verità per l’inaugurazione ad Ascona del riallestimento del museo di Casa Anatta.
Nel 2017 realizzazione del documentario “Confesso di aver vissuto” – ritratto di Paolo Poma (55’).
Nel 2018 coproduzione con la TSI “Qui Marco Blaser”(55’) per la rubrica “Storie”.
Nel 2019 realizzazione del documentario “La piccola memoria” racconto storico e autobiografico sui primi dieci anni della TSI rievocati dagli operatori delle squadre-film.
Nel 2020 realizzazione del documentario “I colori della mia terra” ritratto dell’artista Loredana Müller, diffuso dalla TSI nella rubrica “Portrait” .
