COMUNICATO STAMPA :I BLU DI GIULIA NAPOLEONE-OMAGGIO A PIÙ VOCI

 

Inaugurazione: sabato 8 maggio dalle 16 alle 19 fino al 30 giugno 2021

ad areapangeart centro culturale di Camorino in via ai casgnò 11a

 

presenta: Natascha Fioretti

 

I BLU DI GIULIA NAPOLEONE OMAGGIO A PIÙ VOCI

suoni in sala: Luisa Castellani

opere tra scultura, pittura ed arti applicate:

Anne-France Aguet, Marisa Altepost, Laura Fumagalli,

Dina Moretti, Loredana Müller, Catherine Rovelli,

Michela Torricelli, Loredana Selene Ricca, Petra Weiss.

 

Un nuovo omaggio al centro d'arte di Camorino, la protagonista è Giulia Napoleone, pittrice e grafica, che anima il blu. Il secondo omaggio che areapangeart dedica alla Napoleone, dove nove artiste, si uniranno alla gamma blu generando un coro di voci. Ci piacerebbe dire come Mallarmè "L'Azur " lì dove la declinazione dei blu ti trasporta tra orizzonti e abissi, ma è la profondità che alimenta una possibile e incolmabile leggerezza denominata azzurro. Tra sculture in marmo, in ceramica, in vetro, pittura su carta o tela, e collage su frammenti di tessuti; le nove artiste note non solo in Ticino creeranno un dialogo delicato con l'artista NAPOLEONE, nata a Pescara, Romana d'adozione e ora con casa studio nelle terre Etrusche del Viterbese, nella vicina penisola italiana. Ha opere alla Galleria degli Ufizi di Firenze, come alla Galleria d'Arte Moderna a Roma, alla Calcografia Nazionale, e in numerosi Musei d'Italia, anche in Ticino una sua acquisizione del 2001 al Museo di Villa Dei Cedri di Bellinzona.

Anne-France Aguet sculture di Sodalite blu, titolate "Tango" fa confluire due volumi, energie in una danza tra corpo e respiro. Marisa Altepost ceramica quasi sacra, lì dove colore e materia sono tutt'uno nella ricerca oggetto-soggetto, vasi, ciotole o scatole come luogo del sé come ascolto diviene atto di devozione.

Laura Fumagalli, interviene su frammenti di kilim algerini, tramite pigmenti e collage, li porta a valori neoplastici e logie "blu-oltremare scuro" inserite come pensieri nelle trame del tessuto.

Dina Moretti presenta opere su tela generando delicate contaminazioni tra fotografia e pittura, per dar vita ad un sensibile dialogo tra "terra e cielo"- "materia e anima". Loredana Müller, "Viaggio blu" carte a mano ovali, di sua fabbricazione e tempere alla caseina, rende d'aria corpi o alberi, con variazioni delicate di passaggi tonali. Catherine Rovelli, "Ali" siamo abituate a vedere i suoi marmi, qui affronta i cieli e le acque con i venti del vetro, appoggiandosi ad un maestro vetraio. Michela Torricelli, con i suoi corpi in metamorfosi; chiama "Bagliori" queste sue volontà minute e celesti, come gioia tra neve e stelle. Loredana Selene Ricca con "Bozzoli" tecnica mista su tela, temi a lei necessari sempre di svelamento. Petra Weiss, meraviglia con le sue onde che raggiungono moti del mare, sempre avvolte su loro stesse e sempre in eterno moto di splendore.

 

È abitata da molte presenze la sala espositiva, è già avvenuto per un altro omaggio a Massimo Cavalli. In questa particolare occasione le artiste tutte donne, colmano di voci e respiri articolando gli spazi del noto centro culturale. Unite ai suoni in sala, che confidano nelle parole di Mallarmè, cantato da Luisa Castellani voce soprano di rara intensità. Sentiremo, cinque liriche su poesie appunto di Stéphane Mallarmé per soprano e sette strumenti (1988) di Matteo D'Amico , l' interpretazione di L’Azur.

 

(L. Castellani, soprano M. Berni, C. Scarponi, S. Mastrangelo, A. Salvatore, M. Meo, A. Vismara, L. Lanzillotta Direttore Fabio Maestri)

 

Parte del testo:

....

- Il cielo è morto. - A te, materia, accorro! dammi
L'oblio dell'Ideale crudele e del Peccato:
Questo martire viene a divider lo strame
Dove il gregge degli uomini felice è coricato.

Io voglio, poiché infine il mio cervello, vuoto
Come il vaso d'unguento gettato lungo un muro,
Più non sa agghindare il pensiero stentato,
Lugubre sbadigliare verso un trapasso oscuro...

Invano! Ecco trionfa l'Azzurro nella gloria
Delle campane. Anima, ecco, voce diventa
Per più farci paura con malvagia vittoria,
Ed esce azzurro angelus dal metallo vivente!

Si espande tra la nebbia, antico ed attraversa
La tua agonia nativa, come un gladio sicuro:
Dove andare, in rivolta inutile e perversa?
Mia ossessione. Azzurro! Azzurro! Azzurro! Azzurro!

 

 

L'allestimento è a cura di Loredana Müller, piccoli porti, dove un opera di Giulia Napoleone dialoga sempre con opere di un'altra artista del particolare coro invitato a Camorino. La Napoleone sarà al centro per ogni banchina di mare, e ancore saranno le opere che tenteranno un ampio trapasso d' azzurri ad azzurri, coinvolgendo i blu più blu, toccando spazio e volumi.

 

L'esposizione sarà presentata dalla letterata-giornalista Natascha Fioretti,

prevede una presenza di quattro olii di Giulia Napoleone, oltre due grandi pastelli e diversi pastelli di piccolo formato sempre su carta Richard De Bas.

 

L'inaugurazione svolta sabato 8 maggio, con una modalità ad 'apertura prolungata dalle 16 alle 19 in modo da fare fluire gli ospiti all'interno delle tre sale, e far cogliere con la tranquillità necessaria le opere presenti, nel rispetto delle norme.

 

Previsto un testo in sala sia sulle parole della lirica di Mallarmè che della presentazione della nota giornalista. 

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Piccole notizie Biografiche

Anne-France Aguet, nasce a Losanna nel 1964 si è laureata alla Facoltà di Architettura del Politecnico Federale di Losanna (CH) nel 1989. Dopo la laurea, segue una formazione post grade sui paesi in via di sviluppo del dipartimento del Genio Rurale del Politecnico di Losanna (CH) in Senegal. Dopo avere partecipato a diversi concorsi di architettura a Losanna, lavora da Luigi Snozzi a Locarno (1991 al 1996). Dal 1998 inizia la sua attività come libera professionista nel proprio studio a Mendrisio. Oltre alla progettazione di case di abitazione è stata architetto responsabile delle costruzioni per i Campionati del Mondo di Ciclismo su Strada 2009. Dal 2010, parallelamente all’attività del proprio studio, per la Città di Mendrisio progetta la trasformazione di un centro commerciale in centro culturale “la Filanda” e la trasformazione della scuola e della palestra di Arzo. Nella scultura: Dal 2005 è attiva nella scultura in marmo al laboratorio delle cave di Arzo e a Carrara. Ha frequentato diversi corsi di scultura in marmo principalmente con i professori Giorgio Eros Morandini ad Arzo e Usama Alnassar a Carrara. Ha partecipato ad esposizioni e momenti collettivi di scultura nel Mendrisiotto. È alla sua quinta presenza in areapangeart di cui tre esposizioni in dialogo e due collettive.

 

Marisa Altepost, ceramista. Nata in Sardegna - studi superiori - magistrali

Il richiamo alla ceramica avviene negli anni 70 attraverso "le livre du potier" di Bernard Leach, promotore di una corrente che ha fuso in maniera straordinaria la cultura orientale con quella occidentale. Devo a questa scuola(D.Leach,J.Colbek, P.E. Maddalena) e alla mia grande passione il percorso alla ricerca degli smalti e delle forme. Il mio obiettivo: La Semplicità Semplicità come punto di arrivo, come realizzazione del bello, come evoluzione spirituale. La mia esperienza: "Il vasaio é un mezzo di cui la Natura si serve per fare della materia un'esperienza spirituale. La mia ricerca avviene con il metodo Seger, in particolare sulle ceneri e sugli ossidi di ferro e di rame. Cottura in ossidazione e riduzione in forno elettrico e a gas, temperatura 1280°- 1300°. Vive e lavora a Sala Capriasca

 

Luisa Castellani, soprano -Gruppo Musica d’Oggi -Fabio Maestri, direttore. L’Azur è nato nel 1988 dall’incontro con Stéphane Mallarmé e con il suo straordinario mondo poetico fatto di ermetica ambiguità e di sofferta ironia, dove trionfa incontrastato il lavoro sottile sulla parola, quel ‘giuoco supremo’ che per il poeta è l’unica possibilità di vita al riparo dalla morte. Dopo L’Azur sono venuti alla luce, sempre su testi di Mallarmé, il Monologue d’un phaune, 1989, per voce recitante e pianoforte, e Sonnets et Rondels, 1993, per baritono e orchestra). I cinque brani di cui si compone L’Azur si basano su altrettante poesie o frammenti di poesie che toccano alcuni fra i temi ricorrenti in Mallarmé, come l’angoscia di fronte ad una Bellezza trascendente, fredda, e irraggiungibile (I e V), la cosmica solitudine del poeta (IV), la figura femminile, ora misteriosa e impalpabile anima dell’aldilà (II), ora fiabesca e lucente apparizione onirica (III). Il brano qui riprodotto è il quinto ed ultimo della raccolta, ed è basato sulle ultime quattro strofe della poesia L’Azur, scritta nel 1864 e inserita nella raccolta Parnasse contemporain: alla “straziante impotenza” dei versi di Mallarmé fa eco una scrittura vocale nervosa e imprevedibile, costantemente protesa verso una fusione espressiva del senso musicale e di quello poetico.

Si è diplomata in canto lirico presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, sezione di Cuneo. Ha approfondito il repertorio lirico tradizionale con Gina Cigna e quello contemporaneo con Dorothy Dorow[1]. Nel 1991 vince il Premio Gino Tani[2], venendo successivamente indicata da Luciano Berio[3] come erede di Cathy Berberian.

Già docente di canto presso il Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano[4], dal 2018 è stata nominata Professore della Scuola Universitaria di Musica dalla Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana.[5] Riveste inoltre il ruolo di consulente per il canto dell'Associazione Europea dei Conservatori e Accademie di Musica e Musikhochschulen.[6]

È stata diretta da Pierre Boulez, Peter Eötvös, Guido Maria Guida, Andrea Molino, Emilio Pomarico, Giuseppe Sinopoli, Luciano Berio e Alberto Zedda, affiancando partner come Andras Keller, Zoltan Kocsis, Bruno Canino, Irvine Arditti, Andrea Lucchesini, Massimiliano Damerini, Roberto Cominati e Antonio Ballista.

In teatri di livello internazionale, tra cui Teatro alla Scala di Milano[7], Mozarteum di Salisburgo[8] e Kultur und Kongresszentrum Luzern[9] si è esibita con orchestre ed ensemble quali Orchestra del Teatro alla Scala, Ensemble Klangforum Wien, ASKO Ensemble (Amsterdam), Orchestra sinfonica nazionale della RAI, Ensemble Contrechamps, RTV Slovenia Symphony Orchestra, Orquestra de Cambra Teatre Lliure (Barcellona), Staatskapelle Dresden, Orchestra e coro del Gran Teatro La Fenice di Venezia, Ensemble InterContemporain, Das Neue Ensemble (Hannover), Orquesta Sinfonica de Tenerife e Quintetto Bibiena. Nel suo repertorio figurano opere dei principali compositori di musica contemporanea. Le sue numerose incisioni sono state pubblicate da case discografiche come Fonit Cetra, Stradivarius, Harmonia Mundi, Teldec, Deutsche Grammophon e Rai Trade.

 

Laura Fumagalli è nata a Lugano nel 1966. Inizia la sua formazione artistica presso il CSIA, “Centro Scolastico Industrie Artistiche” di Lugano, dove si diploma nel 1986 in Arti Decorative. In seguito frequenta l’Atelier Matthey a l”École Nationale Supérieure des Beaux-Arts” di Parigi, Francia, dove si diploma in Arti Plastiche nel 1991.Dopo alcuni lavori su gesso esposti a Parigi nel 1989 inizia la sua ricerca espressiva che continua tutt’ora.Nel 1994, in una personale alla galleria Pro Arte a Lugano, presenta delle composizioni su carta rivolte unicamente alla figura umana, dove inserisce frammenti di scritture e collages.Nel 1994, comincia un ciclo di collages, utilizzando inchiostri e acquarello, inserendo delle antiche lettere dell'Ottocento scritte a mano: composizioni dove la calligrafia, le pieghe, i sigilli, le macchie non sono considerati per il loro valore letterario o storico o testimoniale, ma quali pretesti segnici – trame – per una composizione pittorica. Le opere successive sono sempre caratterizzate dalla tecnica del collage, ma le antiche lettere utilizzate in precedenza vengono sostituite da frammenti di fotografie, resti di stoffa, pezzi di tappeto, legni e metalli di recupero, mentre l'acquerello diviene sostanza materica e assume un ruolo preponderante per la sua ricerca.Attualmente i suoi lavori sono elaborati con tecniche diverse, dove a fianco del collage, l'acquerello, i pigmenti, le colle sono utilizzati non solo con le pratiche usuali, ma anche uniti con i materiali più eterogenei per ottenere superfici strutturate e caratterizzate da colorazioni e sfumature inedite.Il tema comune in tutti questi lavori è sempre il paesaggio, quello utopico e quello immaginario.I suoi lavori sono stati esposti in mostre personali e collettive in Svizzera, Francia e Spagna.Dal 2002 è membro della Visarte.

 

Dina Moretti, è nata a Lugano nel 1958. Dopo gli studi all'Istituto Magistrale, si è diplomata all'Accademia delle Belle Arti di Brera (Milano-Italia) nel 1985. Vive e lavora in Svizzera e in Italia.

 

Loredana Müller, è nata a Mendrisio nel 1964, risiede nel Luganese e studia allo CSIA, segue le lezioni di M. Cavalli e M. Huber, tra grafica e arti applicate. Con una borsa di studio, si licenzia in pittura nel 1988 presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, ove frequenta i corsi di E. Brunori e G. Strazza. È pittrice, incisore, ceramista. Espone frequentemente in Italia, in Francia, in Svezia, in Romania e in Svizzera, sia in personali che in collettive. Rientra in Ticino nel 2000. Apre la Galleria Pangeart (2002-2006) a Bellinzona. Cura le cartelle calcografiche Omaggi e confronti. Avvia nel 2006 la Scuola areapangeart di Arti Applicate a Camorino. Nel 2007 il Progetto Pangeart si unisce a AR Officina d’Arte Contemporanea a Milano. Nel 2008 cura le cartelle calcografiche AR. Nascono le Edizioni areapangeart in collaborazione con artisti e poeti. Nel 2009 fonda le edizioni ramo radice con M.R.Valentini. Cospicua la produzione di libri d’artista. Dal 2009 collabora con la Galleria Stellanove di Mendrisio e con L.I.Art Roma.Dal 2010 al 2015 hanno luogo numerose esposizioni di pittura e d'incisione calcografica. Nel 2015 apre col compagno Gabriele Donadini il centro culturale areapangeart, con esposizioni internazionali e incontri di poesia, letteratura, musica e cinema.

 

Giulia Napoleone, pittrice e incisore, nata a Pescara il 1° febbraio 1936. A Roma dal 1957, partendo da una formazione rivolta verso un vasto arco di interessi (dalla musica classica alla fotografia), si è quindi dedicata alla pittura e, prevalentemente, alla grafica. Ha frequentato come ricercatrice (dal 1965) e come docente (1974-76) la Calcografia Nazionale di Roma, stringendo un sodalizio di studio con G. Strazza. Si è perfezionata (1967) nelle tecniche grafiche presso il Rijksmuseum di Amsterdam. Ha partecipato a numerose esposizioni collettive; tra le mostre personali recenti, Luce e ombra (1992, Roma, Museo laboratorio di arte contemporanea dell'Università "La Sapienza"); Giulia Napoleone. Opere su carta 1963-1997 (1997, Roma, Calcografia Nazionale). A parte la breve esperienza, nei primi anni Settanta, dell'uso di materiali plastici (sicoglass), ha trovato nell'incisione a punzone e nelle altre tecniche dirette (bulino, maniera nera, puntasecca) un mezzo espressivo intimamente congeniale, accanto all'acquerello e al disegno a pastello e a inchiostro. Nelle prime opere emerge l'uso di segni o unità minimali, impaginati in tessiture astratte (serie Urania, 1963-64; Mosaico, 1964-65; Muro, 1965) o ispirate a forme vegetali o paesaggi immaginari (serie Foglie, 1963); in seguito ha rivolto i suoi interessi in particolare alle ricerche sulla luce, sui passaggi cromatici e sul ritmo compositivo della linea e del segno, che sono alla base degli acquerelli (serie Variazioni, 1977; Trasparenze, 1989; Acqua, 1992-93) come dei disegni a inchiostro in bianco e nero (Notte a Numana, 1985; illustrazioni per Les fleurs du mal, 1995-96) e delle incisioni (serie Segno e controsegno, 1974, punzone; Specchi d'ombra, 1992, maniera nera). Ha un mosaico alla stazione della metropolitana di PiazzaV.Emanuele a Roma. (1997).

 

Catherine Rovelli, "All’età di 15 anni, durante un soggiorno presso una famiglia amante dell’arte contemporanea rimasi folgorata da un’opera di Josef Albers, appesa in corridoio. Non c’era giorno che non mi soffermassi ad ammirarla, quella semplicità vibrante, quella perfezione imperfetta mi seduceva. Poi non ci pensai più e la mia vita continuò il suo percorso. Il lavoro come script presso la RTSI che occupò dieci anni della mia vita, ebbe sicuramente un’impronta determinante nel mio percorso di educazione all’immagine. Mi rimase il piacere di frequentare gallerie d’arte, mostre di arte e solo più tardi scoprii il piacere di dipingere e più tardi ancora di scolpire. Questa è la vera attività che mi coinvolge in maniera totale, con tutto il mio essere”.

 

Michela Torricelli, nata il 12 luglio 1972. Vive e lavora a Mendrisio (CH) diplomi d'arte prima a Losanna poi a Faenza. Frequenta assiduamente la città della ceramica, vince premi ed espone il suo lavoro sempre con la dimensione di ricerca e aperture alle tecniche che vanno dalla ceramica al Raku nudo, fino gli ultimi esordi con la materia della porcellana. Svolge attività didattica a tutto campo, e sono molte le sue esposizioni sia in Svizzera che all'estero Dal 2001 svolge la sua attività di ceramista indipendente presso il suo atelier di Mendrisio (CH). Dal 2006 è membro attivo dell’Associazione ceramisti Svizzeri.

 

Loredana Selene Ricca vive e lavora a Locarno. Consegue il diploma d’insegnamento per la scuola dell’infanzia presso la Scuola Magistrale e nel corso dei 15 anni di insegnamento alterna diversi viaggi e soggiorni in Europa, Asia e Africa attraverso i quali si avvicina al mondo dell’arte. Frequenta i primi corso di batik in Indonesia e nello Sri Lanka, disciplina che praticherà per diversi anni nel suo atelier di Locarno realizzando numerosi tessili contemporanei. Nel contempo studia e approfondisce la storia dell’arte quale autodidatta e frequenta un atelier di pittura e incisione. L’artista si confronta così con altre tecniche artistiche che l’appassioneranno per diversi anni (il pastello grasso, l’acquarello e la calcografia). Il legame con il filo e con la trama rimane comunque intenso tanto che Loredana crea un connubio con la pittura. Nascono così opere e installazioni in cui emerge il precario equilibrio dell’umanità, le sue contraddizioni, la sofferenza e la perenne ricerca di protezione. L’artista sperimenta e utilizza anche materiali vegetali come fogli di legno, il filo di lino o la pietra che integra nelle sue produzioni artistiche.

 

Petra Weiss, nasce nel 1947 a Cassina d’Agno. La madre, Mix Weiss (Emilia Iten) è scrittrice; il padre è lo scultore Max Weiss. Vive a Tremona, dove dal 1970 è attiva nel proprio atelier quale ceramista-scultrice.

La sua formazione avviene fra il 1965 e il 1970: dapprima presso il ceramista Antoine de Vinck a Bruxelles, in seguito presso Jean-Claude de Crousaz a Bernex/Ginevra; entra poi nello studio di Carlo Zauli a Faenza, divenendone collaboratrice. I contatti con Faenza si prolungano oltre gli anni di studio.

Considerevole il percorso espositivo, avviato nel 1970 e che tocca il Ticino, la Svizzera, numerosi paesi europei – fra i quali Italia, Francia, Germania, Grecia, Spagna, Portogallo – ma anche Cina, Giappone e Stati Uniti. Nel 2003, a cura del Museo Vela di Ligornetto e del Musée Ariana di Ginevra, si tiene la mostra antologica “Petra Weiss. Racconto di forme e colori”, accompagnata da un importante catalogo. A Siena nel 2015 la mostra “Terramar, le strade senza confini di Petra Weiss“ sancisce il conferimento del premio alla carriera da parte dell’Associazione Arte dei Vasai della Nobile Contrada del Nicchio, premio che viene a sommarsi a vari altri riconoscimenti andati all’artista. Dal 1976 realizza numerose opere inserite in edifici pubblici e privati, tra le quali il rilievo murale di 11 metri di larghezza per 28 di altezza, compiuto tra il 1990 e il 1992 per l’Ospedale Universitario di Zurigo. A partire dal 2003, crea eventi estemporanei, coinvolgendo musicisti e danzatori in un dialogo attorno alle sue sculture. Documenta queste azioni nei cortometraggi “D’improvviso a Milano” e “Il viaggio dell’alfabeto”. Nel 2008-2009 esegue lavori con il marmo di Arzo e con l’argilla di Riva San Vitale; due feconde fasi di ricerca che illustra in altrettanti filmati.

La raccolta di sue poesie “Poche parole per dire” viene pubblicata nel 2003 dalle Edizioni Ulivo; nel 2007 presso Pagine d’Arte esce “Il viaggio dell’alfabeto”, diario delle esperienze vissute dal 2000 al 2007 nell’avventuroso itinerario intrapreso con la sua articolata scultura “L’alfabeto”. Quest’anno affida alle edizioni curate da Massimo Fiameni (M&FD/Milano), due libretti di carattere letterario: “La famiglia allargata” e “Blues per un locatore”.

Petra Weiss è stata presidente dell’Associazione ceramisti svizzeri e esperta di ceramica nell’ambito del Concorso federale di design. Sue opere si trovano in musei e in collezioni pubbliche e private, in Svizzera e all’estero.

 

 

www.areapangeart.ch ai casgnò 11a 6528 Camorino 0763380967-0918573979 loredanamuller@bluewin.ch

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..."Liete piante, verdi erbe, limpide acque, giunchi, stoppie e de l'urtiche, facea de cerri e d'altre piante antiche.” ...   Ludovico Ariosto "L'Orlando Furioso", Canto XXIII vv. 100

 

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Il piccolo centro inaugura in settembre del 2015,  fine febbraio 2016  nasce questo testo ad esso dedicato:

  Il progetto di Areapangeartriscoprire la meraviglia testo di Maria Will

                             estratto dal Il foglio delle Edizioni Topík a documento e commento sull’arte
Omologazione o diversità, spettacolarizzazione o misura delle cose, industria della cultura o cultura di “prossimità”. È nelle pieghe di queste contrapposizioni e nel disorientamento della società globale digitalizzata, che l’esigenza di altre logiche – estranee al primato dei numeri – prende forma e tenta l’affermazione di valori, di intelligenze e di qualità che si vedono in pericolo di cancellazione. Sono resistenze umane, probabilmente più numerose di quanto si possa immaginare, che interpretano il disagio di fronte al modello di un pensiero unico. Una di queste resistenze si è manifestata lo scorso settembre in una località periferica: con Areapangeart, Loredana Müller e Gabriele Donadini animano uno spazio di incontro¹ nel quale arte e vita non conoscono separazione. Il condiviso interesse per la cinematografia, per la poesia e per la musica, oltre a quello per l’arte figurativa, in cui con creatività effervescente opera Loredana come incisore e come pittrice, si coniuga con un senso dell’accoglienza e dell’amicizia più che rari. Negli intenti, Areapangeart vuole essere, come espresso dai suoi responsabili nel discorso di inaugurazione, «uno spazio culturale dove avvengono in modo quasi privato non ‘eventi’ ma incontri, scambi, discussioni». Alla base del progetto vi è dunque anche la volontà di sottrarsi alle retoriche degli organizzatori del tempo libero e dei professionisti del divertimento per ridare il giusto peso alle parole, poiché, citando Nanni Moretti di Palombella rossa, le parole sono importanti. Inoltre Areapangeart – che al cuore della sua attività mette esposizioni di pittura, scultura e incisione, raffrontate a serate di poesia, musica, cinema e altro – pone l’accento sul fare, quale momento topico dell’operare artistico, opportunamente ribadendo così l’insostituibilità dell’esperienza e della conoscenza diretta di contro alla virtualità progressiva del nostro mondo. Ma è forse intorno al concetto di natura e alla sua presenza sovrana, che le idealità che nutrono Areapangeart trovano la loro unità: natura che diventa memoria di un tempo e di un territorio che non devono restare ignoti o peggio indifferenti. Ne scaturisce allora la particolarità che distingue Areapangeart: la capacità cioè di risvegliare all’ascolto, in tutte le sue estensioni e facoltà; a partire da quelle primarie, di cui si dimentica la meraviglia.
Areapangeart.
Incontri d’arte, Ai Casgnò 11 a, CH-6528 Camorino. 

Areapangeart incontri d’arte a Camorino :

 

Tre salette per incontri, per ascolti, per ospitare e raccordare il linguaggio delle arti.

Voluto e generato da Gabriele Donadini e Loredana Müller, un piccolo centro per l'arte a Camorino. 

Dove il senso è una continua ricerca d’ogni resistenza nel operare attorno alle arti senza entrare nella giostra d’eventi e commerci.

La saletta espositiva al primo piano, ospiterà artisti visivi, creando dialoghi, prediligendo pittura, scultura e grafica d’autore.

La saletta d’incontro, al piano terra, con 25 posti a sedere, seguirà l’attività, proponendo presentazione di libri d’artista in dialogo con poesia e musica di solisti, uniti a proiezioni di film d'autore o documentari . Un buon impianto MUSICDOOR, proiettore e altoparlanti assicurano “viaggi” attorno ai temi, o sugli artisti che verranno presentati. 

Un club privato culturale, senza scopo di lucro, che svolgerà a carenza trimestrale cicli di  laboratori e corsi.Si presenteranno attorno alle varie discipline, opere visive in tema  con la ricerca di Loredana Müller ospitando ogni sei  mesi uno scultore diverso,  alternandosi  a dei veri  e propri omaggi ad artisti pittori, scultori, incisori a cui  si genereranno delle mostre personali coadiuvate da una critica  dell'arte . Artisti, poeti, musicisti, editori  uniti a libri e testi d’autore. L’associazione prende solo il 20 % sulle vendite , per garantire le spese e un "compenso" a chi suona o opera direttamente. Previste nelle serate con solisti un offerta libera che andrà al musicista.

Significativo sarà che si interpongono proposte e si generino sane interferenze per discutere e avvicinarsi alla necessità oggi della dimensione creativa e compositiva di coloro che operano tramite la materia dell'anima,  suoni,  colori, parole e ritmi, elementi e sostanze, per continuare a garantire l’individuo nella costante collettiva, la poesia nel valore della visione, la bellezza come suono etico e dimensione della necessità della propria coscienza-conoscenza.

 

Loredana e Gabriele