IL SOLE NON È LA STELLA PIÙ GRANDE, È LA PIÙ VICINA ALLA TERRA
È chiamata La nana delle stelle è il cuore del nostro sistema solare, quello del nostro pianeta. La terra.
Un ringraziamento a voi tutti che siete arrivati. In primo luogo a Gabriele Donadini, il mio compagno, GRAZIE di cuore e un secondo grazie per sopportarmi; lui ha lanciato l'idea e scelto e voluto le quattro tele di due metri x due metri, che per la prima volta sono unitamente esposte. Ringrazio per il prezioso aiuto anche Roi Carrera architetto di rara sensibilità. E Giulia Napoleone, anche lei era qua...e mi dice che ha la mostra negli occhi.
Pur amando anche la piccola dimensione, studio contempla diverse opere che da i due metri di base arrivano a prolungarsi fino i 4 m e più. Ma ci vorrebbero 10 spazi tipo areapangeart per esporre davvero il corso del mio essere e fare per stare.
Le datazioni sull'invito sono 2006-2016-2026, come se ogni decennio non comportasse commutamenti, SEI QUEL CH SEI le suddette tele nacquero nel 2006, le preparai nella sosta, ora addebita a parcheggio coperto...Li sostava il letame. Montai i telai, tagliai le tele, feci le preparazioni di base... di gesso di bologna e colla forte. Le tele sono datate 2006, 2009, 2012, 2016...ma vi assicuro non sono date esatte. Tutto è simbolico.
Quello che simbolicamente vorrebbero rimarcare, è il fatto pittorico, la libertà di pensiero unita alla tecnica come energia vitale; hanno già più di 15 anni ...e sono state smontate e rimontate più di una volta ...Non sono state esposte in Germania, ma a Milano una di loro Horus...Prima, altre due a Riva San Vitale, e poi un'altra al Museo del Pane a Castello di mezzo o Montebello a Bellinzona...Qualcosa è arrivato fino alla Dogana del Dazio Grande a Rodi Fiesso. Anche in areapangeart esposta è stata la tela dal titolo "Cosa Sono le nuvole", sottile omaggio a Pasolini...nel 2017...Forse l'ultimo spostamento che hanno subito...era tre anni fa, nel 2023 alla Biblioteca Cantonale di Bellinzona portammo "Voce verde"...Per l'esposizione attorno al documentario "Il colore della mia terra" di Werner Weick e in questi ultimi casi sono state trasportate senza smontarle.
Le tecniche pittoriche vivono per quanto mi riguarda lontano dalla tecnologia...Diviene un respiro, camminare, inchinarsi e raccogliere-ricevere-ringraziare: Per me che necessito per rituale e non solo, di prepararmi i supporti, le mestiche e le terre, i materiale il più possibile.
In questo caso partendo da due tele di cotone, una di Yucca e una mista ...E questo comporta mestiche e preparazioni diverse e pasta molto elastica per il fondo...La raccolta e la macinatura degli ossidi e quella realizzazione del corpo cromatico mi anima dall'interno. Ho dipinto a seguire generandomi colori ad olio magro seppur reso sufficientemente flessibile con aggiunta di fiele e di miele... per arrotolarle ancora le tele... anticamente prima del 1400 si dipingeva su tavola di legno, l'utilizzo della tela nacque proprio per facilitarne il trasporto.
L'albero d'inverno, è su Yucca, con bianco di Titanio e quelle prime variazioni raggiunte; arrivata nel Sopraceneri: prima operavo molto con gli inchiostri, ora volevo utilizzare azzurrite, solfato di ferro unito a carbonato basico... inchiostro gallico e sale di rame raccolti in Val Morobbia...uniti impastati per raggiungere corpo uniti spesso al Bianco di San Giovanni o gesso sfiatato e spento...Raggiungere una tempera grassa, o olio magro a tutti gli effetti, con allume di rocca e grafite in polvere, cenere e gneis. Polveri unite a olio li lino cotto e gocce di olio di noce e papavero ...Le variazioni dei bianchi e quasi grigi-azzurri spesso incorporati alla calce spenta...Per raggiungere la resa anche materica ..E quel trasformare, la materia in luce. In cosa sono le nuvole si vedono quasi le giornate di un affresco, lì è stata necessaria anche la presenza di caolino...per generare quel "craKles" alla Burri per intenderci, ma qui tutt'uno con la tela, è voluto dialogo grasso magro.
-Il mondo in questo momento è più che ferito, allarmato , assurdo e insensato.
Questa esposizione torna all'anima dell'uomo, ai suoi sensi alle sue emozioni primarie. L'umanità é nemica a se medesima, e di cui è il problema complottante del medesimo uomo, insaziabile tra potere e consumismo, sopraffazione e violazione del creaturale, distruttore di ogni ecosistema naturale...che continua con questa disperata realtà tra guerra e monopoli, non può non farci fermare, fare RIFLETTERE...FORSE TORNARE a chiederci cosa è la fonte...cosa è vita, diritto e senso e gioia ... come direbbe Elémire Zolla...un fatto prezioso...gioiello viene da gioia che nasce dal cogliere e raccogliersi, da una pietra che teniamo in mano, dall' l'abbracciare un albero... dal comprendere la luce che dimora in essa e in noi ed è il tempo riflesso e rispettato. Vivere è assorbire luce. (...) La vita sulla terra è luce che ritorna luce. Come potrebbe, la luce che illumina il mondo, non essere lume a se stessa come è lume per noi? equilibrio tra le ombre, le onde...L'INTEREZZA: E noi, quando giungiamo ad abbracciare l'intero ciclo della luce, siamo illuminati. E questo ci risuona e conduce, seme-suono, sogno e luogo per tutti ...cioè, potremmo essere il luogo dove la luce torna a se stessa e sa di tornare a se stessa. (...) Alberi, Nubi, Voci, verdi, soli , fuoco interiore, i quattro elementi tra monti, fiumi, aria ci abitano e ci riportano sempre alla necessità della luce e respiro... siamo creature IN cantico ed essenze in viatico di passaggio. È questo il segreto che muove la vita intera, Mistero e semplicità; l'uomo trova pace e senso soltanto nutrendo in sé anche questa conoscenza. Osservando il pane vi si riconosce il sole, che l'ha generato - estratto dal grano, e se siamo quello che mangiamo , ecco che ci ri-conosciamo rinasciamo siamo luce che vuole tornare se stessa a se stessa: ho parafrasato LUMEN DE LUMINE "Le meraviglie della natura", 1975 di Elémire Zolla
Le feritoie degli avi, sono strisce di cotone dell'inizio del 900...Loro nate nel 2026...titolano...
" Rinascita tra natura e stella , Liturgie del cristallo, Canto degli uccelli
Lampi sul al di là"...e faccio Eco a OLIVIER MESSIANEN ...Dai Canyon alle stelle '71-74 una sinfonia straordinaria e qui ne sentite un minuscolo estratto.
Esistono infatti molteplici tipi di cristalli, di diverse forme e colori; tuttavia, tutti i cristalli, nel loro sviluppo, rispondono alla medesime leggi geometriche. Così, nella psiche collettiva, gli archetipi influenzano lo sviluppo dei medesimi temi mitici, assumendo in ogni contesto, declinazioni diverse. Afferma Jung:... La struttura del cristallo ci richiama alla mente il sentimento intuitivo per cui anche nella cosiddetta materia «bruta», opera un principio spirituale ordinatore. Così spesso il cristallo simboleggia l'unione degli estremi contrari - lo spirito e la materia.”
Solo qualcosa...per dare viatico ad un processo, quello del fare oltre la parola...Presenti in sala alcune mie ceramiche, Ed è grazie alla ceramica, alla terra e al fuoco che ho compreso la qualità del senso e del trasformare...e quel farne tempo e spazio, sogno e pane... areapangeart
In cameretta delle minute plaquette e debbo ringraziare gli autori. In primis per Naga Gilberto Isella, poeta e tanto altro, a seguire Alessandro Margnetti quattro e più titoli, sono suoi, per raggiungere la minuta trilogia che ci vede uniti dal tema Padri e Madri Universali..e partii da un doppio scritto di Margnetti che titolai così, a cui non resistetti e ne facemmo poi passo comune con Pier Donadini e Donata Berra una trilogia. Grazie
