spaccatura con cunei operata da François Lafranca Werner Weick Gabriele Picard
17 NOVEMBRE Documentario " Il mondo del silenzio" Max Picard - Filo D'Oro rsi 1996
regia di Werner Weick che sarà presente alla serata, sue due parole di allora e significative anche ora:
"..In un’epoca in cui l’umanità è intenta a rincorrere la tecnologia e i suoi ritmi frenetici,
ci sono ancora persone che vivono rifacendosi ai valori che da sempre, anche se in modo sotterraneo, hanno avuto l’uomo come unico punto di riferimento. Il loro è un sapere che nasce dall’esperienza personale e che rifugge dalle visioni di parte. La loro consapevolezza
da secoli viene trasmessa da un’esile minoranza di individui. Il senso di questa esperienza è alla base del ciclo Il filo d’oro, curato da Werner Weick, che ritorna alla Tsi con ritratti di personaggi fuori del comune."
"Il documentario è dedicato a Max Picard, scrittore «silenzioso» che ha vissuto per anni in Ticino e che sin dall’inizio ha intuito i pericoli di una società tecnocratica, e i suoi rischi di involuzione autoritaria.
Max Picard Scrittore e pensatore svizzero considerevole, studiò inizialmente medicina in Germania e praticò per pochi anni la professione di medico a Monaco, fino al 1918. Da sempre interessato alla filosofia, decise di chiudere con la medicina e di trasferirsi in Ticino per vivere come libero scrittore. Dal 1919 al 1929 circa visse pertanto a Brissago e successivamente si stabilì a Sorengo, a Gentilino e a Caslano. Dal 1955 risiedette a Neggio, dove si spense e dove è sepolto. In Ticino il filosofo trovò modo di condurre una vita riservata e a stretto contatto con la natura, che secondo lui qui trovava si esprimeva attraverso una bellezza incontaminata. Tuttavia, non disdegnò gli incontri con amici, studiosi, poeti e filosofi, curiosi di conoscere l’autore di opere come Das Ende des Impressionismus (1916), Hitler in noi stessi (1946) e Il mondo del silenzio (1948).
Vivo e lavoro ad Aranno (TI)
Nel 2013 personale al Filmfestival di Torino.
Nel 2015 realizzazione del documentario “In cammino con Hesse”, commissionato dal Museo di Montagnola, poi presentato all’Expo di Milano.
Nel 2016 realizzazione di un nuovo lavoro sulla Storia del Monte Verità per l’inaugurazione ad Ascona del riallestimento del museo di Casa Anatta.
Nel 2017 realizzazione del documentario “Confesso di aver vissuto” – ritratto di Paolo Poma (55’).
Nel 2018 coproduzione con la TSI “Qui Marco Blaser”(55’) per la rubrica “Storie”.
Nel 2019 realizzazione del documentario “La piccola memoria” racconto storico e autobiografico sui primi dieci anni della TSI rievocati dagli operatori delle squadre-film.
Nel 2020 realizzazione del documentario “I colori della mia terra” ritratto dell’artista Loredana Müller, diffuso dalla TSI nella rubrica “Portrait” .
"L'istante non è altro che il punto di malinconia tra il desiderio e la memoria" Musil
In che modo le opere visive, che non hanno componenti auditive, si legano al tema del silenzio, che è una percezione del nostro udito?
In primo luogo credo che non siano scindibili i sensi. Poi parlare di silenzio è dare alito ad un ascolto, profondo in noi e oltre noi medesimi. Quindi parlarne nelle arti visive è toccare le tensioni e l'anima intesa come segno-voce -ricerca di forma, intensità e autenticità.
RILANCIO Perché aggiungere anche poesie e musica, che potrebbero sembrare un controsenso con il tema del silenzio?
Giulia Napoleone, Françoise Lafranca, la sottoscritta artisti visivi; come Antonio Rossi , Gilberto Isella e Rita Iacomino, poeti, e rifletterà a riguardo questa sera Maurizio Chiaruttini, toccano i silenzi o meglio il silenzio che non si oppone al rumore...ma diviene ascolto ...Jhon Cage ne parlerebbe non come assenza, ma ascolto attivo...in cui emergono i suoni del mondo circostante...
2. Perché la scelta di questo tema, il silenzio? Si tratta semplicemente di un tema suggestivo, oppure ha dei risvolti sociali attuali?
Ebbene il silenzio come suono del mondo , oggi è dramma , è tragedia, é inaccettabile, per sottolineare la denuncia contro quello che avviene, d'atroce omicidio di geni...sì in Palestina e genocidio...E tocca assurdamente hai bambini ma anche al pensiero ... come archetipo dell'arte. Alla simbologia come fonte di immagine - immaginazione sottratta.
3. Forse può sorprendere la proiezione del documentario su Max Picard nel vostro programma. In che modo la mostra si lega alla sua figura e alla sua filosofia?
Max Picard e Werner Weick che ha omaggiato il filosofo che ha passato i suoi ultimi anni a Neggio, e venne a mancare 60 anni fa...ebbene, ha tanto a che fare con il Ticino... in sala una sua riflessione tratta dal " IL MONDO DEL SILENZIO" con premessa di Jean- Luc Egger....il silenzio appartiene allo stare al mondo. Se penso agli scritti di Picard; ora sto leggendo
"Mondo distrutto e mondo indistruttibile" che lui stessa reputa un suo grande testo, dove parla nel suo singolare diario nell'immediato dopoguerra, si parlava già della società liquida...ecco noi anteponiamo la pietra...la carta, i pigmenti...i tessuti di Lino e cotone...i minerali...le ali e le stelle come forma di coscienza...forse.
Faremo 4'33" di silenzio...trasformando il silenzio di Cage in sentimento...e saranno i monaci del vuoto...del clarinetto basso di Marco Colonna Suizen ispirati ai Komuso ...con sue parole
Un respiro per un una frase ...musicale, è un principio di profondità, accoglienza del silenzio, un modo per rallentare la pressione esterna e dedicarsi all'ascolto interiore.
