AREAPANGEART ha in sala la terza  esposizione aperta tutti i giorni su appuntamento telefonico

               Sculture in gres – inchiostri su carta e tela -linfa tra germoglio e pungolo-

                14 marzo - 12 giugno 2016    in dialogo    Cesare De Vita e Loredana Müller

       

         Luciano Zampar dall'inaugurazione è presente con un commento sonoro,

          un istallazione musicale concepita per le opere e lo spazio espositivo,

          che accompagnerà l'esposizione fini alla metà di giugno.

Fotografie di Linda Fontanelli, della serata di apertura dell'esposizione del 14 marzo

 

 

Programma      i lunedì alle ore 19 in                  Saletta incontri d’arte

 

21 marzo Pier Paolo Pasolini Cosa sono le nuvole 1967 Italia 22’ cinema *

 

4 aprile Marco Vitale letture poetiche piccoli libri d’artista acquapoetica

 

11 aprile Vincenzo Guarracino testi poetici libro scomodo acquapoetica

 

18 aprile Laura Di Corcia letture poetiche acquapoetica

 

25 aprile Luciano Zampar concerto percussione per gli artisti concerto

 

2 maggio Roberto Bernasconi nuove dal cantiere letture

 

9 maggio Marjia Jankovic e Angelo Pollino corni francesi volumi platonici concerto

 

16 maggio Cesare De Vita, Loredana Müller presentano il loro lavoro letture -suoni

 

23 maggio Francesco D'Auria e Claudio Farinone percussioni e chitarra concerto

 

30 maggio Cesare De Vita e Gregorio Di Trapani dialogo letture-suoni

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 6 giugno Animae quattro sguardi fotografici +1   psicologia,musica   Altro-cinema

13 giugno selezione di corti della 5° edizione OtherMovie Film Festival - 2 corti un CD un libro d'artista

Camorino, Areapangeart - 14.03.2016

 

Linfa tra germoglio e pungolo; testo della presentazione di Gilberto Isella

 

Capita spesso, visitando una mostra artistica, d’imbattersi in titoli generici, magari ambigui o perfino fuorvianti. Nella presente occasione Areapangeart ha invece felicemente centrato il bersaglio. La difficoltà era quella di trovare un titolo che potesse adattarsi, soprattutto dal profilo tematico, all’esperienza creativa di due artisti diversi per molteplici aspetti: personalità, percorsi individuali e tecniche. Ma la dicitura scelta risulta vincente, poiché Linfa tra germoglio e pungolo traduce una confluenza di vedute e valori, riuscendo a mettere in luce non pochi elementi in comune tra Cesare De Vita e Loredana Müller, analogie ed empatie che probabilmente in precedenza erano sfuggite. Linfa e germoglio, metafore botaniche e naturalistiche per eccellenza, ci informano - aprendo una via alla comprensione dell’opera - su passioni e interessi condivisi da entrambi. Quelli, in particolare, per la genesi dei fenomeni vitali, per i misteriosi e occulti processi che avvengono sullo scenario del vivente.

 

Della vita, Cesare e Loredana non descrivono fenomeni singoli e documentabili, creano piuttosto i preliminari perché l’evento – della zoé appunto - si dia, un evento che “cade” nell’Essere e non smette di di-venire. Dove anche il pungolo entra in scena e a ragion veduta, dal momento che il pungolo allude allo stimolo, alla spinta, a quell’energia che sollecitando la linfa incoraggia il vivente a realizzare appieno le sue potenzialità di base. Ricordiamo il grande poeta irlandese Dylan Thomas: “La forza che nella verde miccia spinge il fiore/ Spinge i miei verdi anni”. L’indagine dei nostri artisti pone certamente la natura al centro. Una natura che va intesa però nella sua dimensione globale e cosmologica, non episodica (la physis nell’accezione originaria dei Presocratici), anche nel suo essere luogo d’intrecci di memorie ed emozioni del soggetto. Non certo come il tradizionale grande paesaggio da trascrivere con i mezzi mimetici dell’arte. Se “effetti di reale” traspaiono, nei loro lavori, è solo per cenni, calcolate stilizzazioni a valenza simbolica, o per le informazioni che si desumono dai titoli, ma nel complesso la realtà ci è restituita in forme pienamente trasfigurate.

 

Lasciamo a questo punto alla linfa il primato. La linfa, oltre ad avvalorare il ruolo che liquidità e scorrimento, sue qualifiche maggiori, svolgono nelle opere esposte, in quanto fattore di crescita e sviluppo giustifica la dimensione verticale che salvo eccezioni accomuna tali opere. Le sculture fusiformi di Cesare e le tele longilinee di Loredana trovano infatti nella verticalità un punto d’incontro, generando quell’armonia compositiva e quegli equilibri che non possono sfuggire agli spettatori.

 

Da una parte, nei dipinti di Loredana, colpiscono le masse multicolori a fasce, placche o squame che, intersezionandosi o evolvendo per graduali metamorfosi, generano

 

sovrapposizioni di tracce formali e cromatiche (con le loro patine d’ombra) a tutto vantaggio della profondità prospettica. Sequenze festose e per così dire sonore di flussi e sinuosità - indubbiamente ricorsive, ancorché dinamizzate dal gioco delle varianti – le quali finiscono col dar vita a una sorta di patchwork mobile, dove senti passare vibrazioni quasi impercettibili. Un percorso associativo di forme e colori – ma questa è una mia valutazione personale - che potrebbe almeno in parte venir ricondotto a certe procedure care a Boccioni, non al futurista urbano e tecnolatrico si capisce, bensì al Boccioni preoccupato di illuminare la materia e glorificarla come madre e matrice.

 

Dall’altra parte Cesare con i suoi fusi, steli o pali totemici carichi di energia e di seduzione tattile oltre che ovviamente visuale. E mi riferisco, quanto al tatto, ai corrugamenti delle superfici – linee odulate o venature - di cui “Ritmi d’Acqua” è l’esempio più lampante. Sembra che Cesare voglia garantire, riesumando le connotazioni arcaiche e archepiche legate a tali forme, un collegamento tra cielo e terra, tra alto e basso, alla ricerca forse del mitico axis mundi. E non v’è dubbio che acqua e neve sono doni che il cielo largisce alla terra, per poi riprenderseli di nuovo. Ma a Cesare interessa contemplarli in sé stessi, nel loro ossimorico essere stasi e movimento insieme. Elementi a cui l’artista sottrae specificità fenomenica (ad esempio il nevicare e le sue manifestazioni), pur di salvaguarne l’essenza dentro il simbolico e onnivalente involucro del cippo o della stele. Come dire l’ondosità dell’onda, la niveità della neve o l’idricità dell’acqua. Tesori cosmici di biancore e leggerezza, investiti da ritmi ed energie allo stato puro. Il tutto, insomma, come raccolto nel contenitore iperuranico di un’idea platonica, in quello spaziotempo inaugurale denominato chora.

 

È chiaro che increspature, ondulazioni, serpentine, e formazioni similari sembrano rimbalzarsi tra i rispettivi scenari di Cesare e Loredana. Ciò che cambia è il contesto progettuale dei due artisti. Mentre il cosmo-natura di Cesare è, per semplificare, archetipico, quello di Loredana è di segno organicistico. La vita naturale, per lei, è colta come un inarrestabile processo. Dietro il luccichio delle superfici appare in tutta la sua dinamica l’agire dei floemi, ossia di quegli elementi conduttori entro cui linfe e sostanze, volte a mantenere vivo l’organismo, non cessano di scorrere. La vita come alternanza di corsi e ricorsi, consegnata alle cadenze del farsi e del dissolversi. Nel dipinto “La nube” dedicato a Pasolini assistiamo al molecolare interscambio tra elemento aereo e elemento liquido. Un velare e disvelare oltre i dati del sensibile immediato, verso le utopie dell’immaginario.

Gilberto Isella

 

 

         

     

        

            per Acquapoetica, di Gilberto Isella

            La poesia è flusso. Flusso e intensità della parola dentro il mare delle vicende umane.

           Una parola genuina, non corrosa dall’uso e dalle consuetudini.

           Che  sorprende, che mira a trasformare ogni vicenda o semplice gesto in ghirlanda di senso e icona della memoria.

           La poesia, come acqua di fonte, scorre negli interstizi del reale per rigenerarlo.

           Sottrae il vissuto al contingente e all’effimero, gli dona un’anima, una durata,

           offrendolo al regno dell’immaginario e dell’utopia.

           Dalla viva voce dei poeti ascolteremo emozioni, presagi e sogni.

           Ritroveremo luci e ombre della nostra voce, sarà un invito a conoscere meglio noi stessi.   

dialogo tra dodecaedri e edizioni areapangeart, due colonne sempre in Gres di Cesare de Vita presenti in saletta e sala espositiva in dialogo con le carte di Loredana Müller

premessa alla serata del 14 marzo di Loredana Müller

 

Un caro saluto a tutti i presenti, in prima istanza ringrazio Cesare De Vita che ha aderito al mio invito, ringrazio Gilberto Isella, con cui la complicità è importante, ed è grazie ad una visita a studio, dove leggendo nei programmi attorno all'incisione calcografica per gli studenti...Gilberto lesse acquaforte...è così disse:- il mio intervenire nel presentare autori e poesia ad areapangeart sarà sotto la dicitura ACQUAPOETICA.-

 

I suoni che sentite sono di Luciano Zampar , appunti per contrappunto sonoro per i due artisti, per la sala, per il dialogo tra materia del suono e materia delle opere, tra tempo e spazio.

 

Siamo alla nostra terza esposizione, il secondo DIALOGO dall'apertura con Anne-France Aguet, a seguire c'è stato l'omaggio a Gianni Paris, appena conclusosi, e debbo dire tutto ci ha arricchito profondamente...anche di un prezioso testo di Maria Will, che ringrazio, nelle edizioni MINIMATECA di Topik .

 

Attorno alla luna ...anche per questa occasione gli appuntamenti in programma fino il 30 maggio si svolgeranno i lunedì … i nostri lunedì, come assieme a Gabriele li connotiamo ....che ringrazio per aiuto e pazienza, tra appuntamenti e istanze tutte che ci avvolgono e coinvolgono.

 

Svolgo un ulteriore premessa, dove spiego perchè ho giustapposto alle colonne di Cesare De Vita, di cui si parlerà, una grande tela del 2012 atipica per la sua tecnica, e vorrei con questo sottolineare, QUANTO QUEST' ULTIMA la tecnica...NULLA È SE NON SOSTENUTA da un pensiero, da un sentire, da una emozione perseverata come costante del riconoscere il processo del vivere. Cosa sono le Nuvole? Titola la tela che dialoga tra affresco e olio, in modo così particolare con Cesare...quasi volutamente come una scenografia...È una tela di cotone e lino di 2m x 2m pensate la superficie della nostra pelle, della pelle di un adulto...che ci avvolge e contiene...gli equivale...

 

Volutamente elaborata con materie e medium con coefficienti di dilatazione diversa tra sostanze magre e grasse, tra caolino, scarola, ossidi, polvere di marmo, acqua e olio di noce...e le necessarie giornate... e quello strappo che permette all'affresco di non stare su un muro...qui c'è molto in comune con la ceramica, il Gres di Cesare....Quella sua-nostra superficie screpolata per intenderci, ebbene è chimica ed è metafora dell' l'oggi, è il cielo , è l'ambiente che davvero stiamo dissolvendo come l'immaginario......contemporaneamente è evocazione di appartenenza, vicino alla neve, alla prossima acqua, meraviglia ciclica...ci porta al terreno alle montagne a quella sostanza di cui siamo fatti...la manciata di minerali oltre l'acqua...la vita ... acqua é vita sono il filo rosso della mostra e delle serate...che ci porterà anche nella serata di cinema e al corto di Pasolini.

 

Le colonne di Cesare uniscono la terra al cielo, toccano e trasportano ciò che sta sotto... a sopra, pungolano il terreno con approccio geometrico, il punto-centro, la retta come asse umana e architettonica, nel loro essere moduli, frazioni, parte...una possibile dimensione e misura tra gli elementi...terra, aria acqua e fuoco. Ora il titolo, „linfa tra pungolo e germoglio“ e tocco i sentieri di linfa, o i tratti d'alberi o rami delle mie carte-tele... frutti-grembi dei bozzetti in saletta.

È la trasformazione che unisce il nostro lavoro, intesa anche come azione del tempo, intesa anche come adesione alla materia, tra alchimia e scienza dello spirito... Le mie carte su tela, carte generate raccogliendo vegetali elaborando le fibre...gli inchiostri estratti tramite ebollizione in aceto bianco o rosso, estraendone gli ossidi-minerali e quel Humus che nuovamente ci accomuna ...( la mia necessità di trasformazione nasce  del mio esser stata "ceramista" )...le mani di Cesare che modellano, dopo aver progettato, disegnato e pensato... e creano un andamento, con la figulina ceramica, moti costanti che appartengono alla crescita, al movimento verso la luce, allo scorrere, al dialogo tra il sotterraneo e la superficie, tra il cielo e il cosmo...il fuoco come ogni linfa...è moto interiore, le ceneri divengono smalti e cristalline...Valéry diceva qualcosa di bellissimo sull'interiorità e la pelle nei suoi Quaderni, diceva qualcosa di simile...è l' estensione dell'interiorità...è la sua tensione-adesione ...verso l'esterno.... dimenticavo in esposizione assieme alle piccole edizioni nella saletta in fondo, altre sculture di Cesare i Volumi Platonici, dodecaedri, sembrano custodire come forzieri la genesi d'ogni creaturale,

e quelle pagine con immagini e testi che scorrono e danno il senso al tempo d'ogni vivere, generando il dialogo tra poesia e traccia...verranno poi lette dagli autori stessi Marco Vitale, Vincenzo Guarracino, e Laura di Corcia, coadiuvati da Gilberto Isella ed ecco la trilogia in acquapoetica...

in seguito concerti con solisti come, Luciano Zampar, Claudio Farinone, Francesco d'Auria e Gregorio di Trapani , performer di Marja Jankovic e Angelo Pollini, come di Roberto Bernasconi e lo stesso Cesare De Vita , tutti appuntamenti che trovate sul programma .

 

                                                     Grazie L.M.

        Inchiostri di ciliegia, melagrano, mallo di noce, radice di ginestra, grafite  su carta su tela, 3 viaggi tra pungolo e germoglio. 2015 L.Müller- vista  parziale delle carte in sala

particolari di colonne in Gres mosse a palmo e dita,nella durezza cuoio, smaltate a ceneri, ossidi e cristalline a pennello e cottura in forno a gas  di Cesare De Vita 

part.di "rami primari"  gli inchiostri imbibiscono le carte in incollo a caseina sulle telette di cotone, l'interno equivale o predispone l'esterno suo e indivisibile di L.M.

fotografie della sala espositiva e della saletta di Cesare De Vita

 

COMUNICATO STAMPA Linfa tra germoglio e pungolo .

 

Cesare De Vita e Loredana Müller - Sculture in gres, inchiostri su carta e tela

                               dal14 marzo - 12 giugno  2016

 

Areapangeart è alla sua terza esposizione, al suo secondo DIALOGO, dopo l’omaggio a Gianni Paris, lunedì 14 marzo 2016, un nuovo capitolo negli spazi del piccolo centro di Camorino.

 

Per dialogo, chi sceglie e genera le attività nella sede, intende un esposizione allestita in accordo tra due artisti visivi in intesa nella ricerca, nella dimensione della pittura e della scultura. Allestimento che prevede nella saletta un criterio pertinente e l’individuazione di un tema che trasporterà i fruitori in un programma d’incontri che assicuri una serie di serate attorno al linguaggio delle arti.

 

Entriamo nel tema che titola l’esposizione “linfa tra germoglio e pungolo” dove sette sculture tra stele e colonne in Gres di De Vita scandiscono un particolare ritmo nello spazio espositivo con altrettante tele verticali, quasi feritoie della Müller

 

Se Cesare con le sue stele, quasi punte, quasi frecce-aghi che pungolano in senso simbolico e uniscono terra e cielo, generano, auspica l’artista, passaggio di corrette energie, nella loro tensione tra alto e basso, nella loro adesione tra terra-minerale e aria-acqua-cielo…

 

La Müller genera una visione cromatica in distilli d’inchiostri, indica, spera l’autrice, un superamento di soglia, un entrata nei moti linfatici tutti.

 

Per Cesare Gres e smalti, ottenuti spesso da ceneri, e comunque nella scelta attuata in dialogo con il medium dell’acqua, l'aria come anima del fuoco tramutante, la terra come luogo, gli smalti con ossidi e cristalline quasi verdi, quasi Ceadon… bianchi e neri o cieli, come visione anche metafisica, dove superfici e strutture-pelle , portata su tutta la estensione nelle altezze delle sue colonne...innesta cardini che hanno un’altezza superiore al metro e mezzo, e possono raggiungere oltre i due metri, hanno un diametro tra gli otto e i venti cm e stanno nello spazio un poco come individui.…

 

Ebbene gli autori toccano tensioni e le rivelano o dispongono come atti, presenze quasi azioni del vivere inteso nel proprio “ararsi” nel proprio essere aria, acqua e quella manciata d’altro…come direbbe la Yourcenar…Nel proprio ASCOLTO-ACCOLTO…dialogo fra tempo e sostanze d’ogni materia.

 

Una settimana dopo l’apertura della mostra, la serata cinema il 21 marzo: dedita ad un corto di Pier Paolo Pasolini, COSA SONO LE NUVOLE del 1967 di 22’ estratto da Capricci Italiani, avrà una particolare continuazione. Dopo le ultime battute della chicca Pasoliniana delle NUVOLE delle immagini fotografiche scelte sul tema di Cesare De Vita attorno a cieli a nubi…di un repertorio di oltre 100 scatti dell’artista.

 

È Inoltre previsto un librino di cartone che riporterà testi e riflessioni sull’opera proiettata di Pasolini a cura di Bazarbookpress di Massagno.

 

Le serate a seguire prevedono a cura di Gilberto Isella ACQUAPOETICA , incontri tra il poeta in veste di critico letterario e i poeti invitati, dove in passato spesso è avvenuto anche un dialogo con Loredana Müller in piccole plaquette e libri d’artista…

 

Data la grande passione per i suoni, serate di concerti e dialoghi tra Cesare e musicisti, che toccheranno vari temi.

 

Verranno suonate opere presenti in esposizione di Cesare De Vita, i volumi Platonici, nati inizialmente in metallo (ottone e altro esposti in saletta incontri) e saldati in virtù delle armonie geometriche-sonore che generano. I volumi in Gres in esposizione nati successivamente sono esposti in saletta libri, in dialogo con libri d’artista di Loredana.

 

Si giungerà al lunedì dove gli artisti si presentano, e presentano i propri mezzi e le proprie adesioni alla trasformazione dei materiali. Prevista la presenza di un critico d’arte e di un musicista in amicizia.

 

Una vorticosa scaletta, dove ogni geometria diviene misura di intensità, onde, suoni, parole e colore in vibrazioni e varianti tra elice e iperbole saranno motivo di riflessione. Dove poeti si presentano e toccano temi in acquapoetica, la trilogia poetica curata da Gilberto Isella, , Marco Vitale, Vincenzo Guarracino, Laura Di Corcia, con una sorpresa di Roberto Bernasconi che presenta le sue ultime realizzazioni tra parola e recitazione. Il dialogo afferrato tra Cesare e il duo Jankovic e Pollini, oppure assieme a Gregorio Di Trapani, l’amicizia tra Loredana, Cesare e Luciano Zampar e il concerto di Claudio Farinone che sarà in duo con Francesco D’Auria tra chitarra e percussioni. Davvero un viaggio colmo di sorprese e attese.

 

 

 

CESARE DE VITA

 

Nato a Lugano il 10 marzo 1960, residente a Lugano, svizzero, celibe, formazione scolastica in Ticino.
Dal 1984 attivo come tecnico paesaggista indipendente, collaborazioni nella progettazione con architetti paesaggisti del Luganese.
1985-86 attività saltuaria come tecnico del suono e attrezzista per spettacoli di danza, teatrali e concerti: teatro PAN, TASI, OGGIMUSICA.
1989 redattore della rivista “Striscio”, partecipazione con articoli, disegni e racconti.
1989-92 assistente di produzione e assistente di regia presso la Paradox Media LTD, con produzioni video e teatrali in Ungheria, Germania, Lituania, Italia.
Dal 1995 (prima esposizione al centro TSI di Comano) attivo come scultore e ceramista in Ticino con esposizioni, allestimenti, performances, recitazioni, collaborazioni con musicisti del CSI.
 
Laboratori a Canobbio, Sessa, Cagiallo e dal 2001 in via Besso 42a a Lugano.
“opere pubbliche presenti e visitabili a Canobbio, Casa Serena Lugano, Sentiero dell'arte a Cavagnago, e altre opere in parchi e giardini privati”. 

 

 

 

LOREDANA MÜLLER

 

 

 

Nata a Mendrisio nel 1964.

 

Si licenzia in pittura nel 1988 presso l’Accademia di Belle Arti di Roma.

 

Risiede nella capitale italiana per oltre quindici anni.

 

Espone in Italia, in Francia, in Svezia, in Romania e in Svizzera.

 

Rientra in Ticino nel 2000. Apre la Galleria Pangeart (2002-2006) a Bellinzona,

 

          Cura le cartelle calcografiche “Omaggi e confronti” contenenti lavori dei trenta artisti presentati.

 

Avvia nel 2006 la Scuola Pangeart di Arti Applicate a Camorino.

 

Nel 2007 il Progetto Pangeart si unisce a AR Officina d’Arte Contemporanea a Milano.

 

Nel 2008 cura le cartelle calcografiche AR dei due studi tra Gorgonzola e Camorino.

 

Dal 2009 Collabora con la Galleria Stellanove, con Josef Weiss ed editori, associazioni di cultura in Svizzera e Italia.

 

Settembre 2015 Loredana e Gabriele Donadini aprono gli spazzi di areapangeart a Camorino.