VINCENZO GUARRACINO 2025 - PER I QUADERNI GRIGI DI LOREDANA MÜLLER
Sono 27 gli autori che costituiscono la Collana dei QUADERNI GRIGI, ideata e realizzata da Loredana Müller, in un numero che nelle sue cabale mentali l'infaticabile ideatrice ha posto come il culmine del suo Progetto (1/1 x 21 esemplari sempre diversificati, per giungere a 27 titoli).
Ecco gli autori in ordine di apparizione in catalogo:
1. Werner Weick; ( in copertina e retro copertina.) 2. Roberto Rossi Precerutti; 3. Alessandro Margnetti;
4. Marino Cattaneo; 5. Elisabetta Motta; 6. Roberto Deidier; 7. Vincenzo Guarracino; 8. Antonio Rossi;
9. Monica Piffaretti; 10. Dubravko Pušek; 11. Rita Iacomino; 12. Prisca Agustoni; 13. Andrea Balzola;
14. Paolo Ruffilli. 15. Osvaldo Coluccino; 16. Pietro De Marchi; 17. Massimo Scrignòli; 18. Nicoletta Barazzoni; 19. Gilberto Isella; 20. Alberto Nessi; 21. Gilberto Isella; 22. Nina Nasilli; 23. Fabio Pusterla;
24. Marco Vitale; 25. Donata Berra; 26. Laura Quadri; 27. Antonella Astolfi;
Cosa offrono? Contengono testi e immagini, con il comune denominatore della demiurgica e costante presenza di Loredana che in tutti i “leporelli” accompagna le parole con grafiche originali, le magiche variazioni dei colori delle copertine e delle textures sempre cangianti, come le altrettante sfumature dei loro interni tra segni e trasparenze, il senso e i sensi, potenziati non poco dalla sua certosina perizia inventiva in dialogo con gli autori sopra citati.
A partire dalla copertina, dalla scelta dei pochi caratteri di legno di pero disponibili e dagli inchiostri realizzati con terre ed essenze naturali e stesi su una lastra a linoleum-xilografica, l’oggetto povero, “libro-quaderno minimo” nasce e prende vita, nell’alveo di un piccolo, modesto tirabozze, come un’“avventura, colma volutamente di quella caducità umana, di quel perfettibile da non raggiungere, se rispettiamo quell'istante irrepetibile che qualifica il senso del vivere”, per usare la definizione della stessa Loredana, che alla sua poetica tecnica aggiunge un’ulteriore e suggestiva annotazione, affermando che tutto ciò avviene per colmare “il sentimento fragile, che ci abita, noi esseri così capaci di fare traballare il mondo, il pianeta, gli equilibri ciclici e climatici, per non parlare delle assurde guerre”, contrastando così col nostro segno e la nostra presenza “il potere, che tutto consuma”, che come dice la poetessa Cristina Campo “divora anche la parola” (in Tigre assenza).
Questo a proposito del LIBRO e della sua filosofia. Per quanto riguarda i contenuti, i testi, il discorso, è riccamente articolato e riflette ovviamente le diverse personalità dei loro autori.
Si va, nell’ordine di creazione, da Antonio Rossi (1952), poeta e traduttore che abita nel Mendrisiotto, in Ticino, ad Arzo ("Da giacimenti ferriferi"); a Dubravko Pušek (1956), poeta e traduttore, che, nato a Zagabria, vive nel Luganese ("Grauzone - zona grigia"); ad Alessandro Margnetti (1956), docente e letterato nato e residente a Camorino ("Affioramenti del triassico- permiano"); ad Elisabetta Motta (1966), saggista e docente nata a Seregno-Monza e residente a Monza ("Bacello o fiore"); a Werner Weick (1945), regista-giornalista-documentarista RSI nato a Basilea e residente in Ticino ("Solvitur ambulando"); a Osvaldo Coluccino (1963), poeta e compositore, nato e residente a Domodossola ("Magici specchi"); a Gilberto Isella (1943), poeta, traduttore, nato e residente a Lugano, con due libretti ("PietrEteree" e "Orme-ombre-soglie", unico leporello con tre diverse incisore: Laura Fumagalli, Carolina Nazar, Loredana Müller.); a Rita Iacomino (1962), poeta, docente di Belle Arti, nata a Napoli e residente a Roma ("Il punto"); a Vincenzo Guarracino (1948), poeta, traduttore e critico letterario, nato a Ceraso, Salerno, e residente a Como ("Cieli e attese"); ad Alberto Nessi (1940), scrittore e poeta, nato a Mendrisio e residente a Bruzella in Ticino ("Parola data"); a Fabio Pusterla (1957), poeta e traduttore, nato a Mendrisio e residente a Lugano ("Ricomponendo il futuro"); a Massimo Scrignòli (1953), poeta, editore, nato a Codigoro, Ferrara, vive a Riva del Po ("Nel fondale del fiume"); a Nina Nasilli (1968), poeta e pittrice, nata a Rovigo, vive a Padova ("Prossimità"); a Prisca Agustoni (1985), poeta e traduttrice, nata a Lugano, vive in Brasile ("Il vuoto attorno"); a Marino Cattaneo (1957), architetto, poeta, nasce a Varese, vive in Ticino ("Amon düll II Grau"); a Andrea Balzola (1961), drammaturgo e saggista, è nato a Torino, vive a Torre Pellice ("La dismissione del mondo"); a Roberto Deidier (1965), poeta e saggista, nasce e vive a Roma ("Cassandra"); a Laura Quadri (1990), letterata e ricercatrice alla Facoltà di Teologia di Lugano, vive e lavora a Lugano ("Un dialogo sussurrato"); a Nicoletta Barazzoni (1957), giornalista e libera professionista, vive a Lugano ("Oltre il segno"); a Roberto Rossi Precerutti (1953) poeta, scrittore e saggista, vive a Torino ( "Acrostico per Luisa Castellani"- Luisa Castellani (1959), nata a Torino, cantante lirica, docente al Conservatorio di Lugano, vive a Lugano-Paradiso); a Monica Piffaretti (1963) di Biasca, scrittrice e giornalista, vive a Bellinzona ("Eternità (presunta)"); ad Antonella Astolfi (1958), vive tra Milano e le Centovalli, insegnante di tecniche vocali ("Voce"); Marco Vitale (1958), nato a Napoli, vive a Milano, poeta e traduttore ("Sere di passo"); a Pietro De Marchi (1958), nato a Seregno, Brianza, vive e lavora a Zurigo, poeta e docente universitario ("Nei terrestri confini"); a Donata Berra (1947), nata a Milano, poeta e traduttrice, vive a Berna ("Sommessamente"); a Paolo Ruffilli (1949) nasce a Rieti, vive a Treviso, è scrittore, poeta e traduttore ("La misura del grigio").
Qualche verso, a caso, per dire la marezzata bellezza dell’insieme: “Passata l’ombra della gioventù / senza lasciare traccia…// non c’è perdono alla bellezza e lei / non ne ha mai chiesto…”, “Immagina questo foglio come una galassia / obliqua, radiante: i cinque battiti della parola / astro ardono al centro…”, “il grigio che rade le case / il tepore freddo inghiotte / il verde sottostante…”, “il mirto una rosa e lontano / tra cieli ed attese una luce…”, “densità di pensieri che si fanno carne…”, “felice di partire / verso lo sfolgorio del cuore…”, “una inattesa bellezza / un chiarore di luce / una verde speranza…”.
Una “inattesa bellezza”, un “miracolo” fragile e forse irripetibile: da Camorino, in partibus infidelium…La sua vita per farla durare necessita di mille accortezze, nella consapevolezza che la sua presenza è da proteggere come un “non più-non ancora”, fascio lucifugo e insieme solare, ossimoro sempre sul punto di una perdita ma anche di una rinascita sotto altra forma ed immagine (“pro corpore florem”, come “un fiore al posto del corpo”, giusto come si dice di Narciso nella favola raccontata da Ovidio).
Manifesto.Loredana Müller
Dedicarsi alla trasformazione, è quasi tradurre in azione.
Da un linguaggio ad un altro, non andando ad illustrare,
cercando assonanza o nodo comune, tensione.
Dimensione salvifica non tradisce,
diviene adesione alla radice,
al seme, all'aria, all'acqua alla terra e al sole,
alla luna; i lunedì giorni di luna:
QUADERNI GRIGI
partire dal colore grigio;
non appartiene a quel "grigiume " che qualcuno associa alla vita perdente,
credendo che si possa perderla la vita in poco o nulla.
IL GRIGIO Non è ne luce, ne ombra
il grigio è l'apparente non colore che sposa ogni colore,
non è specchio, non assorbe o respinge,
dialoga per effetto simultaneo e reazione retinica; conduce.
Crea equilibrio, possibilità, genera un passaggio,
sospende il mondo, è contrappunto,
sottrae i contrasti, rendendolo meno "Gravi"
danza con il timbro-tocco-suono in gravità.
Klee parlava del punto grigio, come luogo del seme e del senso.
Cézanne declamava:
chi non percepisce l'oscillazione del colore,
non anima la tensione investendo e assimilando la catastrofe;
per poi poterla superare, rigenerato dalle tensioni interne.
Se non "partecipa" non dipinge.
26 Quaderni, e sono 27. Sono istanti, e non istantanee. Sempre a torchio, sempre dialogo tra lastra metallica e carta di cotone. toccano molte tecniche di stampa, antiche e odierne o almeno alcune, dalla calcografia alla xilografia, dai caratteri a piombo , a legno, a lastre eleo-poli-Merici. Da lastre di zinco abbracciando diverse tecniche, dalla punta secca e maniere dirette a maniere indirette, dalla rilievografia, alla stampa a secco. acquaforte, acquatinta, maniere nere, a sale a zucchero, o pittoriche.
Carta cordonata, a Leporello, con materiali "nobili" seppur riciclati o riattivati. Materia recuperata o raccolta in natura e trasformata. Lettura in ascolto, affinità o lontananza, idee; una punta, una lastra, più lastre di zinco; la tecnica calcografica, la carta di cotone, il torchio. Prima la pece greca, la colofonia, i sali di Nitro, lo zucchero, manciate di pigmenti, olio di lino, la tarlatana, il feltro. A seguire i caratteri a legno di Pero, quelli a piombo. Sono e stanno per generare scambio e relazione di concetto. Sono minute intese, ma generate una per una, per sognare, per trasportare, per salvaguardare.
Il Senso e il Segno
come voce individuale,
come disegno
meglio quel dare al segno un' autonomia individuata;
e dire tramite segno
sospendendo avversità,
farne versi .
Lore
