Da non perdersi ...

è l'intervista di Damiano Realini

che verrà trasmessa il 15 marzo

ne' Lo specchio alle 19 .15 su La1 RSI

su WERNER WEICK

Un saluto a tutti i  pervenuti, riproponiamo questo denso e delicato documentario di Werner Weick, che riguarda me, ma nel contempo areapangeart, e lo spirito che la abita.

In questa occasione, per l'esposizione

ANICCA- DANZA CREATURALE

in dialogo con le fotografe

DARIA CAVERZASIO HUG  e PAOLA MONGELLI,

i poeti ANDREA BALZOLA; GILBERTO ISELLA e MARINO CATTANEO. 

Ebbene sono i regni minerali-vegetali, animali-umani, dove la danza creaturale  tra ombre e luci, sacralità e meditazione, movimento e senso... ora e allora "collano" l'essenza, l' impermanenza dell'uomo come d'ogni creatura. Anicca Dukka e Anatta ( impermanenza -sofferente - non io ) sono una trilogia del Buddismo, e in dialogo con molte altre religioni,  ci riportano alla ciclità ben evidenziata anche nel documentario  tra "età" come stagioni e trasformazione. Ringrazio il regista " I colori della mia terra" muove per sintesi, e forza;  dalla sorprendente fotografia, alla scelta ed evocazione  musicale incredibilmente ancorata e accorata alla ritmica visiva e ai contenuti toccati...E abbiamo riincontrato Gianni  e Veronica Paris, Massimo Cavalli, Josef Weiss, ...presenti li  e ora Gilberto Isella ed  evocato Marino Cattaneo, e ancora abbracciate  le amiche Giulia Napoleone e Petra Weiss... 

PER PORTRAIRT SULLA 1 RSI si è visto il DOCUMENTARIO DI WERNER WEICK" I COLORI DELLA MIA TERRA" L'OPERA E L'OPERARE NEL TERRITORIO DI LOREDANA MÜLLER, IL SUO LAVORO D'ARTISTA , GLI ALLESTIMENTI AL CENTRO CULTURALE AREAPANGEART DI CAMORINO.

 

Un omaggio ad una singolare artista, quello di Werner Weick noto regista che tanto si è dedicato ai miti e alle religioni, ai sentieri dell'anima. E tanti sono i suoi preziosi documentari imperdibili, che ha generato per la rsi per Il filo d'Oro assieme ad Andriotto. In questa sua fatica, del 2020 si dedica ad un artista nata a Mendrisio, Bernese di origini, pellegrinata per venti anni a Roma. Loredana Müller, artista e docente di arti visive e applicate, attiva nel nostro Ticino, ma non solo. Artista definita polivalente, che ama le tecniche pittoriche, e sostiene i linguaggi delle arti. Pittrice, incisore, e ceramista per anni, artista diversa per propria natura, animata da un inverosimile volontà di sostenere altri artisti. Costituisce nei suoi e altrui spazi, dialoghi e omaggi, da sempre nel tempo e nelle gallerie dove ha collaborato, generando esposizioni e operazioni legate all'arte . Ora è definitivo il proprio luogo del sopraceneri, generato con il compagno, insostituibile, Gabriele Donadini, la sede è a Camorino. Due sale per un centro culturale senza scopo di lucro, dove l'una svolge la funzione espositiva, e l'altra è una saletta dove si animano incontri. Ma torniamo all'ideazione di Werner Weick, dove non solo omaggia la Müller, ma tocca artisti internazionali, che ruotano attorno al centro culturale. Aperto alle arti visive in primo luogo, tra pittura, scultura e incisione, ma anche poesia, musica e cinema. Linguaggi che vengono abbracciati totalmente. Un documento che da visione del rapporto d'amicizia possibile tra artisti, e vediamo il processo e l'ideazione di una esposizione a Roma generata nel corso del 2020, per Gianni Paris, assieme a Veronica Paris, il pittore del silenzio, ha avuto le sue ultime mostre in areapangeart, è mancato nel 2018. Oppure le collaborazioni, con un maestro della tipografia, Josef Weiss editore di rare qualità, a sua volta appena scomparso, lo vediamo nella sua bottega a Mendrisio, attorno ad una delle innumerevoli edizioni nate in collaborazione e complicità con Loredana Müller. Ancora attorno ad un esposizione che ha subito tutte le restrizioni di questo brutto periodo di pandemia, ma che è stata visitata e protraendola da marzo fino a luglio 2020; ha avuto sguardi ammirati. Il dialogo tra Loredana Müller e Petra Weiss, nota ceramista. Ebbene queste persone sono presenti nel documentario, assieme all'assistente/allieva Linda Fontanelli, al maestro Massimo Cavalli, a quella natura tanto amata e necessaria; per sottolineare l'apertura a tutto campo che avvolge la Müller. Una regia magnifica che in meno di 50' da luogo ad una piccola epifania tra lavori eseguiti con gli anziani, e laboratori per bambini. Dove partendo dal mosaico e la pietra, il suo taglio e la realizzazione di un mosaico collocato in Leventina alla realizzazione con i più piccoli di carta, partendo da vegetali, la battitura, la pesca. L'essenza mineraria, come la fibra vegetale, la storia della fabbricazione dei colori, e un ampia ricerca sul territorio, dove individuazione, raccolta e trasformazione danno corpo alle sue opere. Loredana si prepara quasi tutti i materiali che utilizza, partendo dalle terre, dagli ossidii genera i propri colori, dalle tempere all'uovo all'olio, ai pastelli e acquarelli. Dagli inchiostri magri, prodotti con vegetali ed ebolizioni, in aceto a quelli generati da licheni. Fino alle carte, che spesso ricoprono le sue tele e le sue tavole come base, e materia primaria per l'elaborata pittura. Una dimensione altrettanto particolare, attorno all'incisione calcografica. dove spesso genera anche gli inchiostri grassi Il procedere i processi dalla grafite alle lastre di zinco...Dove a volte raggiunge valori timbrici pittorici di rara intensità e delicatezza. Tutte materie che insegna o svolge anche per terzi. E il regista Wener Weick ne da visione, dove la cenere e la fuliggine del camino danno luogo alle sue particolari stampe d'arte a volte nere e buie, a volte lievi e luminose..Immagini, che abbracciano una dimensione arcaica, e dell'arcadia, fino a raccontare di un grillo. Le riprese, una notevole qualità di immagine, accostate dalla visione della natura ai suoni, maestralmente associati. Anche il poeta Gilberto Isella, presenzia il film, poeta vicino ad areapangeart e con numerose realizzazioni tra libri e libri d'artista e plaquette con l'artista. Cosa possiamo ancora dire; imperdibile, per sintesi e rara densità, per come la voce fuori campo dello stesso Werner raccorda i passi tra studio e natura, sentieri e visioni dell'arte da non perdere avrebbe detto una volta Maria Will.  

 

Pensieri per l'esposizione ANICCA - DANZA CREATURALE febbraio 2026 Loredana Müller

 

LE MIE INCISIONI ATTORNO ALLA DANZA CREATURALE E ALLA PAROLA ANICCA.

 

Mi piace pensare agli animali, come messaggeri e ancora GUARDIANI DELL'ISTANTE. Quell'istante che prediligo, dove tutto è ancora senso e silenzio. Pur essendo esseri umani, partecipi alla dimensione logica e raziocinante termini che dovrebbero assumersi le parole memoria-cultura-natura. Il pensare al creaturale, ai regni umani-animali, vegetali-minerali, spirituali-sacrali... Allestendo bacheche come se parlassi di Storia Naturale. Diviene forse quel prediligere ancora per un istante l'istinto in dialogo con il sentire e non mentire. Sostanza come SoS di ogni stanza del cuore, per ogni luogo in terra, e per la vita ciclica.

 

É un operazione, quella che ho svolto per questa esposizione; attorno all'impermanente alla parola Anicca; scegliendo l'incisione calcografica, segnando lastre di metallo di Zinco, inchiostrando con inchiostri autogeneratomi soprattutto con terre, stampando a torchio. Abbracciando segnando le lastre tramite tecniche dirette e indirette dell'incisione a incavo, ma in modo atipico, lì dove normalmente si determina segno e poi muove solo per correggere o sottrarre le rive dello stesso segno ( generate dallo spostamento del metallo, con la punta di metallo) quel segno che poi trattiene inchiostro... E fa eco di se, con le sue "barbe", così chiamate. Per allineare la diversificazione tra "figura e sfondo" e sottraendo o schiacciando a punta, bulino o brunitoio i riccioli, elaborando la superficie con caduta di bitume giudaico e aggrappando pece greca con gomma arabica.

 

É far lievitare continuamente una componente legata all'immaginazione attiva. I protagonisti divengono invenzioni di istanti, colti per necessità nel muoversi. Complici certi amici, che adorano certe bestiole. Sono stata attorniata da animaletti domestici al privilegio di conoscerli e adottarli spesso nei miei giardini, per molti anni della mia vita. Ora animali non ne ho più, ma sono presenti, nella mia memoria come angeli dall'infanzia e canti di fantasmi biblici della maturità. E forse li ritrovo in me, tra me e il mio compagno, ma senza guinzagli o dettami umani. I miei "animali" sembrano domestici-famigliari... ma sono liberi...come fossero nella selva... I fluttuanti in cielo e in acqua, non in acquari o gabbie; I piccoli mammiferi, o sauri- rettili-lucertole tra le pietre. I canidi, i felini, i leporidi...nel sottobosco.

 

Le ho rappresentati liberi e selvatici come uscissero dalla grotta di Altamira, in Spagna o in Francia da Lascaux... Oppure direttamente da quella delle idee di Platone. Ricordano ... "Il quarto stato" l'opera di Volpeda inizio '900. Oltre pagine di letteratura: La Fattoria degli animali, o 1984 di Orwell ...Pensiero oltre il potere... gli animali non lo necessitano se non come la stessa natura determina, osservando la dimensione funzionale e quella di sopravvivenza attorno a i bisogni primari...e sono creature semplicemente e accuratamente in se stesse. Colmi di energie e nelle mie pagine, "vuoti" colmi di luce, potrebbero apparire come negativi fotografici d'invenzione pura, subentrata anche perché in questa occasione, espongo con due bravissime fotografe Daria Caverzasio Hug e Paola Mongelli. Comunque nelle mie "strisce" il passaggio è dell'istante come scrittura magica; moti e energie assolte in forme d'azione, minimali posture, simboli vitali positivi. Anche nelle carte sempre di cotone ma quadrate che partono da segnate lastre più grandi, come vortici, tutti le creature scelte, predati o predatori; stanno "riuniti" non assumendo atteggiamenti aggressivi, o di sottomissione. Quasi non hanno connotazione caratteriale...Sono essenza vitale. Questo per placare gli animi che subito mi direbbero sono ombre di istinti non ascoltati o repressi. Jung: a proposito di animali dice: "Sono simboli potenti dell'inconscio, rappresentano istinti primordiali, pulsioni della natura nell'uomo. Incarnano una saggezza naturale e innata vivendo in armonia, integrarla è necessario per il processo di individualizzazione." Credo che è quel danzare con tutte le forme che ci animano, sia anima o psiche...psicologia o religione si identifica come stato di soglia, continuamente necessario...E indizio sul ciclo degli animali la lastra che è sull'invito; IL RESPIRO ANICCA, l'impermanente denota quanto è necessario quel passaggio l'unica danza gravitazionale e continua della vita. DANZA DEI GRAVI-GRAVIDANZA...che abbiamo stando sulla terra accettando aria, acqua e fuoco... che materializzano, solvono e purificano. Ed è la poesia il sale della terra, come dimensione dello spirito e dell'invisibile. L'aspetto creativo totalizzante ...per me, che tendo e creo raccogliendo e trasformando, miei pensieri e visioni, senza abuso tecnologico o logico...solo con i tempi di una pratica che da artigianale diviene espressione "respirante " manuale-naturale, per chi è una vita che dialoga con lo sguardo, il vedere l'esprimere visivo... la forma, il colore, il bianco e nero , il segno, quel segnare oltre il disegnare...quasi tessere materiali, dai minerali, agli ossidi, dai sali alla calcinazione... codici che governano, la storia delle tecniche e della gestalt, le piccole alchimie; consapevole della ambiguità percettiva e consapevole della banalità della presunzione... quella del male, simile al bene falso e autoritario, leva sul potere...Ecco sostanzialmente il mio approccio con Anicca, Duka e Anitta triologia certo buddista, che unisce con accezioni leggermente diverse tutte le religioni. Sottolineando la sofferenza e il non io che poi sia Dio, Budda o Natura... sempre da accettare elaborando...trasformando...respirando ; tra ecosofia come coscienza all'erta attorno al rispetto di tutta l'ecologia. Toccare gli animali per questi motivi come fossero fiammelle, quell'immemorare piccoli grandi fuochi di verità. Tocca il valore d'ogni vita, e per concludere con una metafora; legati sia al passo che alla caducità; lo dicevano già in un carteggio Einstein e Infeld attorno alla Teoria della Fisica ...solo la continuità, tra un passo e la possibile caduta genera movimento, e soprattutto passo, direzione, orientamento... quel sentire sentiero contemporaneamente in noi e fuori da noi spazio integro, che abitiamo. Loredana Müller