Lunedì 4 dicembre  -  Roberto Briccola  -  Conferenza    "La tua casa è la mia città!"

 

Il lavoro che sarà presentato, realizzato con gli studenti del primo anno dell'Atelier Briccola all’Accademia di Mendrisio, tratta delle disastrate periferie ticinesi e della loro possibilità di riscatto e riqualifica attraverso progetti alternativi che, innanzitutto, promuovano, attraverso la densificazione, la creazione dello spazio pubblico: grande assente in queste aree.

 

Dopo aver analizzato le qualità spaziali dei villaggi storici e la miseria della periferia, l’atelier ha sviluppato una strategia di riqualifica di quest’ultima attraverso un graduale processo di identificazione.

 

Operando esclusivamente all’interno delle superfici residuali prodotte dalle obbligatorie distanze dai confini, nel pieno rispetto di edifici e particelle esistenti, gli studenti hanno ridisegnato, con i nuovi muri di cinta dei lotti privati, il futuro e qualificato spazio pubblico (piazza e percorsi). I fondi privati esistenti sono poi stati suddivisi in particelle più piccole all’interno delle quali ogni studente ha progettato, rispettando 8 semplici regole, la propria abitazione unifamiliare.

 

Risultato finale: non solo strade, parcheggi e case, ma un vero pezzo di città e, soprattutto, la consapevolezza che

"la tua casa è la mia città!"

 

 

 

 

 

Un caro saluto a tutti i presenti, ringrazio Roberto Briccola per questa serata in programma attorno all'esposizione di Ivano Facchinetti.

 

 

 

Mi si conceda una riflessione, in questo secondo appuntamento qui a Camorino, vorrei toccare, l'operazione pittorica;

è pittura insiste Ivano Facchinetti, e concordo, lo è, ma a differenza di un quadro dipinto, dove materie e strati sono durate, che dialogano con l'illusione, l'ambiguità della percezione, e generano spazio mentale, questo è compreso su un unico piano: tutto immanente. Qui si  ha necessità di un’altra chiave di lettura. In questo caso (casi nella storia dell'arte ce ne sono, dalle estroflessioni di un Castellani, al taglio di un Fontana) la pittura di Facchinetti a mio avviso, infatti, prende altre coordinate. Partendo da una tela quadrata sono gli aggetti, che assumono un particolare ruolo. (Ricordo che Vito Calabretta per la presentazione ha parlato di „roba“ ). A me, personalmente, piace parlare di isole aggettanti, pensare a quel legno scelto e condotto ad essere forma tagliata e realizzata,  spesso a due riprese, agganciata poi con disposizione simmetrica, sagomata con cura. Operazione successiva ai bozzetti prestabiliti tra colore e forme al computer che creavano un piano unico. Operazione che solo in un secondo momento, dopo la fase progettuale, viene coperta letteralmente dalla pittura acrilica. Quelle piattaforme o banchine, che stanno su piani diversi, sempre in rapporto, o attorno, o attraversanti la  partenza dal modulo quadrato, non confondono ma parlano d'altro. Seguendo semplici leggi usate con libertà , tutto assume una dimensione improbabile, interpretata con colori e movimenti minimi di superficie, e contemporaneamente toni accesissimi, voluti, studiati. Ci riportano al gioco, ma anche alle sue regole. E con questa riflessione giungo a parlare della presentazione a cui assisteremo questa sera: condurre -la tua casa è la mia città- titolo di ciò che ci racconterà anche tramite immagini l'architetto e docente universitario Roberto Briccola. Egli sottolinea l'intensità che ogni spazio pensato ha e come si relaziona a noi e alla vita. Dimensione e valore che si innesca fin dalla nostra  primaria visione, nello sguardo presente o mancato, del volto di una madre. I suoi rapporti , simmetrie e auree misure: occhio-occhio, naso bocca mento-mente. Viviamo lo spazio lì dove rincontriamo leggi primarie, sopra sotto, verticalità e orizzontalità. Riconosciamo armonia perché viene rispettata armonia. La pittura bidimensionale a volte aiuta a riscattare lo spazio mentale di cui necessitiamo, come fosse una finestra, oggi sembra coincidere con lo schermo. Mentre la dimensione aggettante di Ivano vive sul finire come presenza tangibile nello spazio, altra e diversa presenza, nei suoi piani coloratissimi, leggibili grazie ai vuoti presenti  nei confini d'ogni forma, come oggetto spaziale somma di una sintesi, la quale diviene un’invenzione, individuata, individuale, concretizzata.

Il tema del prossimo incontro con Werner Weick sarà “La luce dell'ombra”, e si svolge intorno alla domanda: “l'ombra che  ruolo ha nella percezione?”. Ma sottintende anche domande psicologiche o se preferite legate all'anima. Perché luce, perché ombra? Se viviamo lo spazio come prolungamento, sia fisico che spirituale, quale è l'atto di misura? Ci spiegherà ora Roberto Briccola, quasi costruendo una linea tangente per l'occasione di questa sera, tra il grafico-pittore Ivano Facchinetti e l'architetto attento al paesaggio naturale e urbano Roberto Briccola, cogliendone alcune particolari affinità. Forse un modo per ricondurci  al pensiero, come forza logica, per oltrepassare  un punto senza ritorno. Un ponte tra la visione e la realtà lì dove il sogno diviene realtà possibile per tutti...un progetto che rivisiti i piani regolatori comprendendo che giocare é vivere assieme, è rispettare e generare delle semplici regole a cui noi per primi dovremmo attenerci. Lore

 

 

 

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