LUNEDÌ 30 MAGGIO ALLE ORE 19

GREGORIO DI TRAPANI E CESARE DE VITA

AZIONE IN DUE SET CON

WATERPHONE - GLASSE ARMONICHE - VOLUMI IN OTTONE - SCHELETRO PIANOFORTE-

TAMBURO AD ACQUA - PIANOFORTE

 

Azione semi-improvvisata in due tempi:

ACQUA SU ACQUA Gregorio Di Trapani :circa 20 minuti sala espositiva 1°P.

Trasporto delle sedie da sopra a sotto

I CHING Cesare De Vita : Foglio 17, battute dalla 1084 alla 1165 - circa 20 minuti saletta incontri PT  

Gregorio di Trapani: Waterphone, telaio in ghisa di un pianoforte verticale Burger&Jacobi, tamburo ad acqua. 

Cesare De Vita: glasse armoniche ( bicchieri) e volumi in metallo, piano numerato Burger&Jacobi 1939

 

fotografata da Flavia Tamò ...la nostra fotografa ufficiale Linda, di seguito Athos,Marjia,Gregorio, Drago.

Fotografie di Linda Fontanelli


fografie di Flavia Tamò

 

Un caro saluto a tutti i presenti, dovremmo essere all' ultimo lunedì, per questa esposizione dal titolo e tema „linfa tra pungolo e germoglio“ ma due lunedì seguiranno il 6 e il 13...

 

e per il 13 presenteremo un CD con custodia tra Xilografia e linoleum-grafia. Un libro d'artista nato per unire il testo della presentazione di Gilberto Isella , ai tre mesi ricchi di appuntamenti dove Luciano Zampar ha composto i suoni di sala e suonato in concerto omaggiando nuovamente gli artisti;

Cesare De Vita e Loredana Müller.

 

 

Siamo al decimo appuntamento, ed è il secondo momento performativo di Cesare De Vita, o forse il terzo ... ceramista in DIALOGO con la sottoscritta, Loredana Müller .

 

 Ospitate ed esposte nella sala attorno a voi in questo momento... le sue colonne in Gres , e nella

saletta dei libri liberi in dialogo con le edizioni areapangeart i suoi dodecaedri sempre in Gres,

apice d'ogni geometria in meraviglia Platonica... Presente in sala incontri con provini ceramici e volumi in ottone costruiti e sonanti.

 

...ebbene ... perseverare la forma del DIALOGO è una dimensione " inscrivibile-inesauribile",

ed è legata allo spazio che qualcuno un poco cede per sostenere... è raro, ed è valore certo aggiunto che sia un artista a sostenere ...vale per entrambi ...il mio lavoro in questo caso ...gli inchiostri su carta telata, sta alle pareti e spesso assiste, unendosi al mio modo di far avvenire...allestendo, organizzando, tirando  fili......per sostenere, alimentare resistenze che ci uniscono.

 

 

 

Questa una serata dove nuovamente l'artista-scultore si unisce al musicista, come realtà e come propria adesione...anche qua, una  pratica tutta di Cesare, un suo modo di coronare il suo esporsi? dare forse voce e rendere visibile il suo porsi? certo un modo di perseguire e generare atti creativi, dalle improvvisazioni, alle azioni dove suoni e pensiero si dedicano e ricercano complicità, compattano e generano, colmano un tempo...in  amicizia, incontro, gioco ...

... dalla dimensione atemporale delle arti visive, a cui tutti sembrano sfuggire a quella temporale, traboccante di svolgimento, accadimento, resa; quale sensibilità percorsa...percorribile, enunciabile-dicibile-udibile...

 

Un modo per farsi accadere ricercando adempimento nell'accadimento...potrebbe anche essere

 

ma a volte credo nella voce sottile, un andamento, un silenzio...nelle arti visive che mi stanno molto a cuore, e oggi è parola obsoleta, sono forse ombre che si tramutano nel sentimento del tempo...nel sentire e non mentire, nella luce che è ciclicità e materia elaborata e consacrata a essere per stare.

Forse divenire traccia in ricerca di senso ...

 

Ringrazio, quindi, Cesare e questi suoi intenti-momenti, suoi e quindi anche nostri, condivisi...

 

La cultura sarebbe bello nascesse quando si condivide davvero, anche condividere tentativi in autenticità è forma culturale, se diviene cura e attenzione reciproca, ascolto inteso anche di ciò che è diverso da sé...il tentare di un altro...la possibilità di parlarne riflettere...questo potrebbe avvenire...sta avvenendo, il lavorare con musicisti , per Cesare è scambio, dialogo, certo crescita per tutti.

 

Nascono " azioni" in relazione al tempo, pensate anche per l'occasione, quindi rigenerate-riconfermate  per se stesse e per gli stessi spazi di AREAPANGEART...per questa con-presenza ...

tre mesi, ospiti qui tra le mura di uno spazio espositivo...vivo.

Cesare mi ha chiesto di sottolineare in primis il fatto che questi  atti sono eseguiti in prima, certo un valore aggiunto, credo che tutto ciò che animato è; e qui tutto ne parla, il dedicarsi ...diviene ciò che rende possibile che qualcosa sia, avvenga ed è vera-prima istanza...oggi tutto si creda si crei di per se...quasi dal nulla... aspettando l'incontrarsi come  prima-vera...dato l'acqua di questi giorni...il nulla è l'io e siamo noi se non ci accorgiamo dell'altro...del tu, della inscindibile compresenza tra natura, memoria e storia.

 

Questa sera ho il piacere di presentarvi il percussionista Gregorio Di Trapani, e mi fa davvero piacere rincontrarlo....e questa AZIONE SEMI-IMPROVVISATA IN DUE TEMPI dove ACQUA SU ACQUA È BRANO DI Gregorio Di Trapani e dura circa 20 minuti. Quindi a seguito ...vi prego ognuno come prendesse una valigia prenda la sua sedia per trasferirci tutti insieme, nella saletta incontri sotto al piano terra...per il secondo momento...e quindi I CHING( il libro Cinese  sui mutamenti) interpretazione e tema del brano di Cesare De Vita sua composizione per Foglio 17, battute dalla 1084 alla 1165 durata circa 20 minuti.

Gregorio di Trapani dialoga e sotiene  Cesare tramite il suo essere percussionista e suonando il Waterphone, e poi il telaio in ghisa di un pianoforte verticale unito ad un  tamburo ad acqua. Cesare De Vita dialoga con Gregorio con glasse armoniche  o bicchieri e acqua, e volumi in metallo, piano numerato.

ENTRAMBI I PIANOFORTI hanno anima Burger&Jacobi.

 

Auguro un buon ascolto, i SUONI  TRAS-PORTANO...ricordandovi che dopo il secondo set siete tutti invitati ad un aperitivo-cena a casa studio e che la serata prevede un offerta libera per il tanto impegno che  ha generato.

 

ANCORA LUNEDÌ 6 GIUGNO ANIMAE sempre alle ore 19 qui ad areapangeart per ...

  QUATTRO SGUARDI SULL'AUTORITRATTO + 1 Nuovamente,   Cesare De Vita : Mani-piedi terra-argilla e gli amici... Giuli Gibelli : ritratti - Maurizio Molgora : ritratti- Drago Stevanovic: ritratti + una la sottoscritta, volti-involti... la sinossi...„intimità“ tra sguardo fotografico e proiezioni,

musica improvvisata al pianoforte di Peter Zemp -  

modera Khatya Bonatti psicologa-sessuologa ospite Gilberto Isella

 

sia il 6 che il 13 areapangeart collabora con ALTRO CINEMA o OTHERMOVIE e per il 13 verrà annunciato il prossimo lunedì...un lunedì alla volta...e vi assicuro che non è comunque poco. Grazie

 


 
Lunedì 23 maggio alle ore 19
CONCERTO
percussione e chitarra con i musicisti
FRANCESCO D'AURIA e CLAUDIO FARINONE

 

Improvvisazione libera in dialogo con le opere esposte. Brani scelti e rievocazioni tra cui il grande Gismonti, o attorno al mare come coscienza e oblio...per  Alfonsina Storni, oltre le  composizioni di Francesco D'Auria e di Claudio Farinone. Per un duo fuori dalle consuetudini, chitarra classica e set di percussioni , Ang e spazzole a tutto campo in risonanze tra corde e colore della chitarra di Claudio e ritmi e ricerche timbriche  tratteggiate di Francesco. Serata colma di suoni per un piccolo gruppo di persone, in ascolto . Forse come  forma esperienziale per  un oggi  da cogliere, partecipare  per far nascere luoghi dove la poesia é suono, é colore, é parola che si rivela e ricerca,  forme e accadimenti. L'arte può  é salvifica perché parafrasando Adorno ...É magia liberata dalla menzogna di dire veritá.

 

Fotografie di Gregorio Speranza

Lunedì 16 maggio alle ore 19 ad areapangeart

" Linfa tra pungolo e Germoglio"
sculture in Gres di Cesare De Vita
 inchiostri e  carte a mano su tela di Loredana Müller
INTRODUCE in poemi  GILBERTO ISELLA *
attorno alle poetiche dei due artisti,
un viaggio sulle  tecniche
dalla galliatura della carta,
alla duttilità-figulina della ceramica
Dagli ossidi a ceneri per gli smalti,
alle radici in ebollizione per estrarre i minerali per gli inchiostri.
 
Terra e acqua, fuoco e aria le sostanze unite al tempo, al pensiero
al fare per essere e stare.

 

Un caro saluto a tutti i presenti...

linfa tra pungolo e germoglio consonanze e differenze tra i due artisti presenti al primo piano

 questa sera, e vorrei sottolineare che la significativa presentazione di Gilberto Isella avvenuta all'aperture sarà il testo nella piccola edizione unito alla registrazione del concerto generate da Luciano Zampar per gli artisti che presenteremo per l'ultimo lunedì il 13 giugno a fine mostra.

 Gilberto qui tra noi noi, mi aveva pregato di farlo divenire un foglio in sala,

 cosa che non ho potuto far avvenire.

 linfa tra pungolo e germoglio

 Gilberto Isella poeta, critico letterario ci introdurrà a questa nostra presentazione,

 interverrà in due momenti , grazie a delle scelte

 tematiche e in dialogo

 scelte poetiche... per linfa tra pungolo e germoglioin ACQUALPOETICA**

 a seguito del dialogo intrapreso tra poeti invitati e carte nelle edizioncine areapangeart,

 

1° momento poetico scelte di Gilberto attorno ai temi

 

seguirà il momento di

Cesare De Vita, che ci orienta attorno alla sua scultura, toccando e documentando tramite il suo procedere un possibile processo, dall'idea agli studi, alla realizzazione, ci illustrerà come per esempio è nata la scultura dal titolo „ Sei sfere“... e altro.

 

Loredana Müller parlerà del tema della mostra, perchè l'aflato vegetale come metafora nesso tra terra e cielo, quelle sostanze ...linfa, pungolo e germoglio, pensato per se e per  Cesare quale passaggio e continua azione della vita.

Che co-incide al suo costruirsi carte, il suo estrarre inchiostri, orientare e generare processi che vivono di rituali e trasformazione, come acettazioni e tessuto simbolico del vivere.

 

son sabbia i minuti, spensierato mortale, da non lasciare scorrere senza cavarne oro“   Baudelaire

 

 

 

 

 

 

Fotografie della serata di Linda Fontanelli, grazie sempre

DUE CONSIDERAZIONI...

 

 

Credo che in arte, anche nelle arti applicate, si vada oltre oltre il linguaggio codificabile,

 

quell'ordine possibile e sistematico e per esser chiara, codificato, dettato da sistemi preesistenti, che siano teorici ,matematici o forme logico progettuali....per intenderci riconoscibili per forma logica come 'istruzione del fare...

 

C'è un linguaggio traslato che va quasi ricreato , nella genesi dell'accadere, appartiene ad ognuno di noi. È importante il pensiero unito al tracciarsi – segnare come processo del proceder, cercare via-vita. Come azione generata dall’insieme delle intenzioni, unita al mistero o indicibilità del tempo, alla sua caducità...

 

Ascoltare, è la dimensione per poi interpretare e scegliere, decidere, una direzione aperta e sempre diversa, colma di necessità.

 

L'operare nel divenire, è questa indescrivibile direzione, a mio avviso, é da intraprendere unita alle emozioni e raggiunge solo così la consistenza del tempo, quello del sacro corpo per intenderci con Pasolini.

 

Il timone all’operare anche artigianale sia attento e colmo, dia corpo alle tensioni ( come disputa) che sta alla visione, ai sensi come percorso, prima che progetto, moto lettura interiore. Goethe parlava dell''occhio come finestra dell'anima, prima ancora Leonardo del lume come essenza della visione …del visibile e dell'invisibile...e all'inizio c'era il tatto...

 

Perchè anche nella dimensione del „retinico“ del fatto fisiologico dell'occhio come d'ogni senso, risiede valore...Sospeso, non pronunciabile di quella materia che nel nostro caso diviene il „ quasi“ visibile...intuibile e solo con il linguaggio dell'arte forse trascrivibile...

 

Certamente se costruito l’atto, se compreso-praticato si realizza e incontra per assonanza e dissonanza le storie e la storia dell' agire umano tutto, l'agire d'ogni forma , d'ogni essenza.

 

Storia che è vicenda individuale ed universale, come esseri non radicati, ci si annoda e snoda dall’opera del tempo storico, naturale, ambientale.

 

Come tempo praticato, diviene tempo del lavoro continuo, come pensiero del vivere

 

che non subisce sottrazione ma ampliamento- crescita esponenziale...per semplificarsi diviene cio che é; atto poetico, scelta poetica, propria presenza nel mondo.

 

Soltanto una sintesi interiore può farci capire ciò che l'essere compie se opera e trasforma grazie alla sostanza del mondo sensibile, e quindi sui materiali della cultura come dell’arte del vivere come linfa, energia, stanza del cuore.

 

C’è misura anche quando non la vediamo se c’è lealtà-autenticità, se espressa è una dimensione interiore. Exprimere ciò che preme dentro di noi si può sciogliere apparentemente fuori, ma non è necessariamente arte....la meraviglia è una continua vigilia, è l'esser vigili e sospender giudizio.

 

Ciò che comunemente giudichiamo secondo canoni esteriori ed esterni sono ininfluenti se non sono intimamente accolti e ascoltati, uniti alla dimensione del tempo dello spirito, coinvolgendo i sensi e il senso del proprio essere colmi di dubbio e complessità; della sacralità del vivere...

 

essere disciplinati alle tensioni praticate, è ascoltare, come atto del pensiero, non è solo assunto del nostro essere e fare, è stare nel mondo, in questo caso prenderà senso come trasformazione in alleanza alla materia del tempo.

 

E ci tocca ci riguarda come esperienza espressa, incontro avvenuto, aperto ...

 

Quindi forse materia dell'arte come materia dell'essere.

 

Qualcosa di raggiunto, con semplicità ma continua “partecipazione”. Costituirà un possibile paesaggio interiore, un passaggio, un riflessione , una soglia, e non sarà solo per la tecnica che avrà valore, ma influirà la “sostanza-materia-madre”, come scelta e coscienza in atto, ricerca se c’è adesione alle emozioni e al generato.

 

Corpo della memoria, come materiale del tempo d'ogni sensibile.

 

La Materia è tempo e ci commuove ancora. Lore

SERATA TRA SUONI e corni francesi


LUNEDÌ 9 MAGGIO a Camorino ad areapangeart

AZIONE INTERDISCIPLINARE

LA SAGGEZZA DEL SUONO

 

- Linfa tra pungolo e seme - sculture in Gres Cesare De Vita inchiostri su carta telata Loredana Müller

 

lunedì 9 maggio ospitano il dialogo tra

 

VOLUMI PLATONICI

 

suoni di Cesare De Vita

 

CORNI FRANCESI

 

suoni di Marjia Roduner Jakovic e Angelo Pollino

 


 

LA SAGGEZZA DEL SUONO

 

Azione interdisciplinare.

 


 


 

L’idea è basata sulla trasformazione del suono

 

attraverso l’utilizzo degli elementi e simboli musicali dei corni influenzati da fattori improvvisati sui volumi platonici.

 

La saggezza del suono, costruisce il suo processo sonoro attraverso le variabili del contesto musicale, delle forme visive e della presenza del pubblico.

 

Quando la comunicazione supera gli usuali aspetti verbali nonché le regole e convenzioni musicali essa stimola l’interesse del fruitore verso la molteplicità e la natura stessa della comunicazione.

 

Lo scopo ottenuto attraverso l’interazione tra situazione, spazio, opere , ascolto e proprietà acustiche del luogo è quello di ritrovare la “saggezza” innata del suono.

 

Foto della serata di Linda Fontanelli

 

Un caro saluto a tutti i presenti, vorrei fare due considerazioni sull'azione LA SAGGEZZA DEL SUONO che Marjia Roduner, Angelo Pollino e Cesare De Vita ora vanno a generare, la Saggezza viene da saggiare- provare anche per divenir saggi...i suoni stanno ovunque in natura , siamo persone -per suonar i suoni si saggiono ascoltando, noi ci si incontra articolando suoni, dialogando. Do seguito a questi pensieri, scomodando Platone e John Cage Platone filosofo greco antico (Atene, a.C./427) assieme al suo maestro Socrate e al suo allievo Aristotele ha posto le basi del pensiero filosofico occidentale. John Cage (1912 1992) è stato un compositore, teorico musicale statunitense. Una delle personalità più significative del Novecento. La sua opera è centrale nell'evoluzione della musica contemporanea. Le forme e i Dialoghi rappresentano la loro totalità ideale, letteraria e filosofica per Platone; e il suo corpus ne conta ben 34 di dialoghi , a cui si aggiungono un monologo (Apologia di Socrate) e l'Epistolario. Per quanto riguarda la scelta stilistica del dialogo come forma espositiva, ( e potrebbe funzionare anche per la esposizione circostante attorno a voi tra me e Cesare...) è importante sottolineare come, allora vi fossero tutte le condizioni, la vasta popolarità e fortuna della tragedia e della commedia, il dialogare dei sofisti e di Socrate. Oggi quanto il raccontare, la dimensione letteraria o concettuale nell'arte prende il sopravvento dalla sua concreta realtà. È dunque possibile sostenere che Platone sia stato il creatore del dialogo? verosimile è che egli pone quesiti, a stendere semplici questioni senza personaggi. Sempre per Platone nel TIMEO...I quattro elementi non sono il fondamento della realtà materiale, ma sono a loro volta composti di qualcosa di più basilare: i triangoli COME TENSIONI. nel Platone ANZIANO la matematica assume importanza fondamentale, i quattro elementi RISPONDONO la terra al cubo, l'aria all'ottaedro, l'acqua all'icosaedro e il fuoco al tetraedro. Il dodecaedro l'elemento descrittivo del cosmo è l'etere o la quintessenza. Questa parte di dialogo si conclude con altre considerazioni fisiche riguardanti le varie forme che gli elementi assumono, e le interazioni tra essi ed i sensi umani. Per John Cage l'operare è centrale COME INDIVIDUA-AZIONE, per permettere poi l'evoluzione della musica . Cage si pone delle domande quando decide di comporre con tecniche casuali e se il risultato non lo soddisfa, cambia le domande. Apre come altri prima un dialogo

 

 

 

 

 

con l'oriente...

 

 

Nel 1950 affronta il libro dell'I Ching, il libro cinese dei cambiamenti, per fare delle scelte compositive senza l'intervento della sua volontà. Un metodo per accettare il caso, per controllare l'imprevedibile. Serve a determinare secondo un sistema di combinazioni numeriche, quali note suonare, la loro durata, la loro altezza. per aggirare il desiderio di trovare sempre l'emozione nella musica. Per rimuovere tutte le tracce di identificazione personale con il materiale musicale, per eliminare l'aspetto soggettivo del processo compositivo, il collegamento fra la sensibilità del compositore ed i suoni che compone.

 

Espellere la nozione di scelta dal processo creativo, avvicinarsi all'indeterminatezza del suono naturale. La musica è natura, non è imitazione della natura. L'artista non controlla, non organizza, non domina la natura, ma la ascolta. L'uomo ha un ruolo subalterno, non è né esecutore né creatore della musica, è un liberatore del suono. Si conclude che il lavoro di Cage è un lavoro filosofico, la sua importanza sta nelle idee. Si pensa che i risultati di queste idee siano delle serie di numeri presi a caso. Ma Cage è un compositore e ha una sensibilità d'artista, uno stile musicale, e si è confermata come ricerca necessaria e attualissima.

 

 

Gli ultimi studi sulle „dottrine non scritte“ per comprendere Platone, di Giovanni Reale che in Italia ha approfondito, proseguendo dalla alta scuola di Tubinga. Sviluppa punti formali e contenutistici. Dal punto di vista Formale un nuovo paradigma ermeneutico , dal punto di vista del contenuto allarga l'orizzonte e dimostra come in Platone siano presenti concetti fondamentali come il rapporto dell'intelligenza con il mondo intellegibile che hanno caratterizzato la storia del mondo .

 

.Ora per concludere, quanto il dialogo tra Cesare ei due musicisti-solisti di Corno Francese vive di questi elementi, Cesare suona i suoi volumi , costruiti da lui stesso e sonanti , riconosciuti nelle risonanze, la relazione tra loro è un dialogo possibile, una domanda, perché i suoni tutti e in questo caso dei corni sono anche note codificabili e trascrivibili, in risposta alle sollecitazioni , causate da Cesare...e tutto questo riguarda il dialogo, anche odierno qui ad areapangeart, come l'esposizione che vi starà attorno. Credo non poche tangenze ci siano, lo stesso Paul Klee affermava che l'arte rende visibile ...ciò che in natura pre-esiste...l'arte ascolta , trova la propria natura e la colma di continui nessi, non governabili solo riconoscibili. Questo unisce il mio dipingere trasformare, pensare, al condurre materie anche del suono di Cesrae, un ascolto che si pone con istanze simili nella diversità, di questo parleremo il prossimo LUNEDÌ, diamo spazio ai suoni .

 

Ci segue il nostro cubo terreno  e siete a seguire tutti invitati ad un aperitivo-cena a casa-studio. Grazie Lore

 

 

 

"Linfa tra pungolo e germoglio" scultura Cesare De Vita  inchiostri  Loredana Müller

 

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Azione e  lettura di ROBERTO BERNASCONI

"Nuove dal cantiere" una serata 
senza rete di e con ROBERTO BERNASCONI LETTURA di poesie inedite
  .

Roberto Bernasconi,  nato a Lugano nel 1959 e trasferitosi a Bedano, da oltre trent'anni è attivo nel campo della letteratura. La sua carriera professionale ha inizio con un apprendistato in giornalismo, per poi proseguire, dopo diversi soggiorni di studi e linguistici in 18 paesi europei, come redattore presso la Radio svizzera di lingua italiana (RSI, Rete 1) e per concludere come insegnante d'italiano e di francese parallelamente alla carriera letteraria.
È stato Presidente dell’ Associazione degli Scrittori della Svizzera Italiana (ASSI) ed è inoltre membro attivo del Pen Club, sezione ticinese e retoromancia.
Ha pubblicato finora, con notevoli riscontri critici, dieci raccolte di versi. Una delle sue opere più recenti, “Stella ipogea”, è stata recensita molto favorevolmente sulla maggiore rivista italiana del settore: il mensile “Poesia” pubblicato a Milano da Crocetti

 

 

 foto di Linda Fontanelli                        

 

CONCERTO PERCUSSIONE  PER GLI ARTISTI . LUCIANO ZAMPAR

 

 Tre nuove creazioni musicali elaborate in dialogo con le opere.

  Due momenti musicali
per percussioni ed elettronica nella sala espositiva, musica in contrappunto alle nuove opere
"flusso ramo primario" ( inchiostri su carta a mano intelata ) e al dipinto "cosa sono le nuvole"
( tela di 2m x 2m tra affresco e olio su Cotone e Lino ) di Loredana Müller.

Nella seconda parte, nella saletta incontri, il momento tra la musica e le immagini proiettate delle sculture-colonne  in Gres di Cesare De Vita, tra materia e superficie, moti e colore, utilizzando anche strumenti in ottone creati dallo scultore.

 

fotografia di Cesare De Vita

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Un caro saluto a tutti i presenti, questa sera, il primo concerto per l'esposizione

 

Linfa tra pungolo e germoglio“ dove le colonne in Gres di Cesare De Vita

 

dialogano con gli inchiostri su carta intelata della sottoscritta..

 

Durante le quattro serate precedenti, abbiamo toccato per la serata CINEMA una riflessione attorno al corto di Pasolini, “COSA SONO LE NUVOLE“ sottraendone la necessità delle emozioni, come terreno dell'entusiasmo profondo d'ognuno, come luogo del sacro da salvaguardare ancora oggi.

 

A seguire la trilogia poetica, tre serate d'ascolto, autori attorno alla poesia, qualche lettura di libri d'artista in dialogo con pagine incise, nati in areapangeart, e sui motivi e le strutture letterarie che Gilberto Isella magistralmente, in acquapoetica, ha estratto, unito e cucito con intenti sempre significativi, fonti di linguaggio poetico e d'ogni arte. Introducendo e colgliendo dimensioni, tensioni e adesioni su diversi piani di lettura, storia, memoria, nostalgia, intimità, affettività, tradurre e non tradire d'ogni dire, eros, tanatos, sessualità, reazione e psicologie, anche della storia della letteratura, e non a caso autori di diversa generazione e ricordiamoli, Vitale, Guarracino e Di Corcia.

 

Questa sera la volta di un noto musicista, percussionista che assieme e grazie a Cesare conosciamo da un buon tempo, e che segue le attività di areapangeart dall'inizio, ne è una delle anime, e LO ringrazio di cuore, LUCIANO ZAMPAR . Sue sono le sonorità a commento della mostra, che stavano già in saletta espositiva dall' apertura; ed ora il suo concerto per gli artisti .

 

Due momenti si svolgeranno qua , dedicati il primo alle variazioni dei tre inchiostri

 

flussi per rami primari“ (parlo ora delle tre tele, ) dove l'interno e l'esterno si incorporano al colore d'inchiostro generato, quasi spremuto dallo stesso soggetto rappresentato, Il ciliegio , dal tronco-nodo al suo picciolo, in ebolizione con aceti e sali, sucessivamente miscelate, le cromie, e raccordate nel lavoro pittorico su carte vegetali fatte a foglia d'Iris e riso, unite a caseina e a calici del fiore dell'Iris per il turchese e i violetti, assieme al Mallo di Noce, alla radice di ginestra e all'asparago.

 

A seguire il dialogo con l'opera „Cosa sono le nuvole“, tra polveri di marmo, ossidi e INTONACO FRESCO, calce spenta, stagno e titanio...cobalti e terre verdi, medium magri e grassi ...

 

invertendo il SOPRA al SOTTO, passaggi dal olio di noce all' affresco. Peripezie tecniche sui materiali.

 

Luciano userà tre piatti ceramici, solo per contenere l'acqua, lì, stanno anche per connotare semplicità e percorso sui materiali ceramici, che tanto mi hanno dato, e fatto cogliere un la nel trasformare.

 

Dimensione comune con Cesare, a cui arrivo,

 

Verrà la volta dello spostamento da sopra a sotto, filo conduttore ...per giungere alla saletta sottostante;

 

per fluire del momento dedicato alle sculture di Cesare De Vita,

 

ebbene ognuno portando la propria sedia, così come una valigia fino al piano terra... si assicurerà nuovamente la sua seduta in virtù d'ascolto .

 

La terza sessione musicale si avarrà della proiezione di particolari delle colonne esposte, fotografie di Cesare De Vita , rese e montate come flusso nel video da Luciano. Gli stessi titoli, titolano la partitura,

 

La Tangibile, Sei sfere, Vento e sabbia, Ritmo d'acqua, La smartellata, La rossa, visioni sulle tracce e sui ritmi ( e parlo dell colonne) che divengono strutture in bassorilievo sulle superfici della ceramica, grazie alla duttilità della terra, alle dita, alle mani che sono primo strumento. La complicità degli smalti spesso a cenere e del fuoco, inscindibili per un ceramista, per generare colore e temperare trasparenze, tramite ossidi, cristallina e temperatura...grazie alla luce e ai moti ricercati, generati, pensati, e quindi effettivamente causati dall'eterno fluire tra terra e cielo, tra cuore e pensiero, lì nel cercare di captare energia-geometria o pungolare inerzie.

 

Ringrazio Luciano il musicista, e Cesare lo scultore per questo momento quasi di scioglimento,tra le nostri arti, che sono linguaggio e ricerca, flussi e riflussi di ciò che crediamo semplicemente materia ed invece si anima dall'interno ed è dimensione d'incontro, di suono di mondo, del senso dell'esistere.

 BUON CONCERTO grazie Loredana

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fotografie di Cesare De Vita

fotografie di Linda Fontanelli

 

La trilogia in ACQUAPOETICA  di Gilberto Isella

a commento dell'esposizione "Linfa tra pungolo e germoglio "

 

La poesia è flusso. Flusso e intensità della parola dentro il mare delle vicende umane.
Una parola genuina, non corrosa dall’uso e dalle consuetudini.
Che sorprende, che mira a trasformare ogni vicenda o semplice gesto in ghirlanda di senso e icona della memoria.
La poesia, come acqua di fonte, scorre negli interstizi del reale per rigenerarlo.
Sottrae il vissuto al contingente e all’effimero, gli dona un’anima, una durata, offrendolo al regno dell’immaginario e dell’utopia.
Dalla viva voce dei poeti ascolteremo emozioni, presagi e sogni.
Ritroveremo luci e ombre della nostra voce, sarà un invito a conoscere meglio noi stessi

 

Laura Di Corcia , nata a Mendrisio nel 1982, ha conseguito la laurea specialistica in Lettere Moderne, con una tesi sulla poesia italiana del Novecento, occupandosi di Giovanni Raboni,

 

Guido Gozzano, Umberto Saba, Giorgio Caproni e Patrizia Valduga.

 

Terminati gli studi nel 2007, ha iniziato a frequentare il mondo del giornalismo.

 

Dopo un paio di esperienze all'estero (a Berlino e a Los Angeles) è ritornata nella Svizzera italiana dove collabora con diverse testate, occupandosi soprattutto di teatro, cultura e servizi di approfondimento.

 

Oltre ad aver partecipato a diversi Festival, tra i quali Europa in versi e Topolò, ha curato la biografia di Giancarlo Majorino, uscita per la casa editrice “La vita felice”.

 

 

 

Di recente ha pubblicato il suo primo libro in versi, Epica dello spreco, presso la casa editrice Dot.com Press. I suoi testi appaiono anche nelle antologie

 

Più non sai dove il lago finisca (stampa 2009) e Fil rouge

 

 

Epica dello spreco (Dot.com Press, 2015), di Laura Di Corcia, è un’opera prima in cui l’enigma del titolo viene risolto a metà del libro, a pag. 35. Lo spreco consiste nel coraggio di scontornarsi l’identità, di farla gelatinosa (come scrive l’autrice poco dopo), tracimante, al fine illusorio di vincere la sofferenza, che ci costituisce centralmente. È una vittoria di Pirro, in effetti, uno spreco, appunto, ma vale in quanto segnata dall’azione, dal tentativo prometeico (e forse sartreriano) di vincere il destino (sta in questa estrema lotta l’epicità della sfida), che ci ha condannati al dramma dell’esistenza esposta al non-senso e al dolore, noi che vorremmo salvarci, come ci spiega l’ultima poesia, a costo di chiuderci “nel più piccolo dei microcosmi”. Il più importante dei quali, allegoricamente parlando, è lo stagno, parola chiave del libro, spazio chiuso, paludoso, antiepico, ma dove “puoi rimanerci un’intera vita” senza rischiare troppo, perché è qualcosa di conoscibile, di addomesticabile, specialmente se, per converso, sei attraversato nell’intimo dal demone dell’eccedenza, dall’hybris: “Io nasco a vivere come bruto – scrive la Di Corcia, capovolgendo l’Ulisse dantesco, negando al senso virtù e conoscenza – e allora al mare preferisco lo stagno”. Che diventa prigione volontaria, contenzione per sopravvivere alle forze istintuali che la abitano.

 

L’evocazione degli spazi chiusi domina il racconto, fino ad invocare la riedificazione del muro di Berlino, organizzata tuttavia entro una cornice baudelairiana: “Ridateci il muro di Berlino: // io non voglio lo sbocco sulla terra di nessuno / voglio che i vermi costruiscano attorno al mio corpo / una gabbia di pane, una prigione che mi schiacci”. Immagine esemplare, sorella dello stagno, che tiene l’altro corno della questione: il desiderio di sparire, anche immergendosi in una storia d’amore totale, mortale: “Quel che cerco in te / se non lo hai capito / è la mia morte”. Che amore e morte violenta stiano insieme sotto il segno dello spreco di sé, Laura Di Corcia lo dice in più testi, ma non tanto con l’intenzione di denuncia sociale o impeto romantico, bensì, appunto, quale soluzione rapida e prosaica per porre fine sia all’agonia della vita, per natura assassina, e sia al peso, in termini di equilibrio idetitario, per sopportarla. Ciò spiega la scelta dichiarata di preferire il Tasso, uomo travagliatissimo, all’Ariosto, aperto invece alla comunità, al gioco di corte, al mare del poema cavalleresco dove nulla si spreca.

 

Riassumendo: esiste, in questa narrazione di sé, un cortocircuito fra la natura ribelle dell’io lirico (e lo spreco ne è l’emblema) e il desiderio di contenerla (lo stagno, il muro), una tensione drammatica che diventa, quale via di fuga, invocazione epica alla morte. Da questo punto di vista, Epica dello spreco potrebbe essere letto come un diario psicoanalitico, dove il soggetto fa i conti con le proprie angosce (“Laura sbrindellata, che scava e scava finché non trova un mostro / a cui dire, dai fai schifo, dai faccio schifo”), ma anche le sopporta al modo di uno Zeno Cosini, con ironia e autoironia, entrambe giocate nell’organizzazione sintattica e semantica, che talvolta imita l’abbassamento di tensione lirica tipica del parlato, oppure scaricando la violenza inconscia in frasi governate dalla libido, come in questi versi: “Ho conosciuto poeti / che cantavano stelle / e nella vita erano troie gemelle”; o, ancora, con un’assertività nata da un non detto esperienziale: “Il mare lo vedi azzurro ma è bastardo”. In definitiva, Epica dello spreco è un libro colto e naif al tempo stesso, capace di drammaticità, ironia e pensiero. Un bel libro, insomma.

 

 

foto di Linda Fontanelli

                                               Vincenzo Guarracino biografia

Vincenzo Guarracino poeta, saggista e traduttore, è nato a Ceraso (Sa) nel 1948 e risiede a Como. Ha pubblicato tre raccolte di versi: Gli gnomi del verso, 1979, Paradiso delle api, 1984, Dieci inverni, 1990.

Ha curato numerose traduzioni di autori greci e latini, tra cui

I versi aurei di Pitagora, i Carmi di Catullo, I canti spirituali di Ildegarda di Bingen, 1997 e inoltre le antologie dei Lirici greci, 1991, e dei Poeti latini, 1993.

Come critico ha dedicato le sue attenzioni soprattutto a Verga e Leopardi.

Le Ariette di Vincenzo Guarracino richiamano alla memoria la poesia colta e raffinata dei poeti classici italiani di cui egli è noto studioso, in particolare di Giacomo Leopardi.

I versi delle liriche qui presentate sono brevi, misurate le strofe, le rime e le assonanze come dolci e intense “ariette” memori di una musicalità antica riportata alla modernità. Ma il ritmo e la facilità del verso tradizionale si è spezzato, si è frammentato in immagini subito sovrapposte ad altre immagini senza soluzione di continuità, come un fluire comprensibile solo sul piano evocativo.

“Elegia”, “segreto”, “sogno”, “illusione”, “incanto”, “ebrezza” sono parole che descrivono lo stato d’animo di cercata evanescenza e abbandono a cui fanno riscontro dolci immagini suggerite da una natura amica: “il miele dei giorni”, “il verde nodo di fiabe”, “l’arena che abbaglia”, immagini nelle quali descrizione naturalistica e stati d’animo si uniscono a formare sintesi liriche di grande impatto. Al di là del sogno e dell’illusione, forse il senso vero dell’esistenza, che “solo a un dono somiglia”, non c’è che “la vita alle spalle di attese e di nulla”. In questo pessimismo leopardiano, rischiarato dalla bellezza dell’illusione e dal piacere della immersione nella natura madre, mi pare si possa vedere la chiave di lettura delle Ariette di Vincenzo Guarracino.

 

fotografie di Linda Fontanelli della serata con Vincenzo Guarracino

 

 

 

                           Marco Vitale

 

                                                     Acquapoetica

 

Areapangeart propone "Acquapoetica", incontri coadiuvati dal poeta e scrittore Gilberto Isella, invitati tre autori in versi e prosa conosciuti in Ticino per collaborazioni, testi critici letterari o interviste, anche con le piccole edizioni di Areapangeart che in loco si presenteranno e leggeranno .

Questa sera Marco Vitale letture poetiche piccoli libri d’artista
 
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Marco Vitale è nato Napoli nel 1958, ha vissuto a Venezia, Roma, Parigi, Charleville, Ferrara e dal 1989 risiede stabilmente a Milano, dove al lavoro di funzionario di biblioteca presso il Politecnico unisce le collaborazioni editoriali e la traduzione letteraria.
Tra le sue versioni le Lettere portoghesi, Bur 1995; Tu e io di Paul Géraldy, Bur 2000 (di cui ha scritto l’introduzione); Gaspard de la Nuit di Aloysius Bertrand, Bur 2001 (finalista al premio Monselice per la traduzione letteraria); Stanze della notte e del desiderio, di Jean-Yves Masson, Jaca Book 2008; La voce di Maddalena di Yves Bonnefoy, saggio introduttivo a La Veneziana di Roberto Mussapi, Le Lettere 2010;Miseria della Cabilia di Albert Camus, Nino Aragno 2011; Varsavia ebraica: il lutto impossibile di Isaac Bashevis Singer di Dorota Felman (prefazione di Moni Ovadia), Unicopli 2012. In attesa di pubblicazioneServitude et grandeur militaires, di Alfred de Vigny.
È autore della monografia Parigi nell’occhio di Maigret, Unicopli 2000 (nuova edizione rivista 2013) e coordina, per la stessa casa editrice, la collana «Le città letterarie». Sempre per Unicopli ha curato il volume intervista a Evaldo Violo Ah, la vecchia BUR!: storie di libri e di editori, 2011.
Ha fatto parte del comitato scientifico della collana «Tracce di architettura» (Alinea) e, nell’ambito della stessa collana, ha contribuito al volume Parigi (a cura di Guya Bertelli, 2005) con un saggio dal titolo La città rarefatta di Jean-Patrick Manchette.
Collabora come critico a «L’indice dei libri del mese» e a «Poesia».

 

fotografie di Linda Fontanelli assistente che ringrazio sempre

Cinema ad areapangeart

 

CHE COSA SONO LE NUVOLE - DI PIER PAOLO PASOLINI

 

la serata cinema il 21 marzo alle ore 19 è dedita ad un corto di Pier Paolo Pasolini, COSA SONO LE NUVOLE del 1967 di 22’ estratto dal terzo episodio di Capriccio all'Italiana.

 

La serata prevede una particolare continua-azione. Dopo le ultime battute della chicca Pasoliniana delle NUVOLE , verranno proiettate delle immagini fotografiche scelte sul tema di Cesare De Vitainseguendo le nubi“ 1995-2007 di un repertorio di oltre 1000 scatti dell’artista, scatti che dialogheranno con i suoni di volumi Platonici costruiti dallo stesso De Vita in barrette di ottone ,la serata toccherà un particolare immaginario che dall'infanzia ci porterà alla scienza come elemento d'adesione agli accadimenti del vivere.  fotografia di Drago

Inoltre il Film sarà introdotto dalla presentazione di un piccolo testo e la lettura di alcuni passaggi, contenuti in un librino di cartone che riporterà testi e riflessioni sull’opera proiettata di Pasolini a cura di Bazarbookpress di Massagno.

 

Testi e Riflessioni di Daniele Gallo

 

 

 

Daniele Gallo, docente al CIELS di Padova, che sottopone il corto pasoliniano: Che cosa sono le nuvole? al filtro di una personale lettura spirituale, che ne valorizza la profonda stratificazione di senso, il rinvio alla filigrana dell’Otello di Shakespeare e la tensione alla sacralità dell’essere. Una interpretazione che è stata presentata al Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delizia il 14 marzo 2014, in occasione della presentazione del volume Pasolini e l’interrogazione del sacro, a cura di Angela Felice e Giampaolo Gri (Marsilio 2013).

 

fotografie della serata del 21 marzo di Linda Fontanelli

 

Siamo attorno all'esposizione „linfa tra pungolo e germoglio“ che potrebbe avere come sotto titolo questa domanda...COSA SONO LE NUVOLE ? E proseguire con la dicitura ACQUAPOETICA...

 

Perchè questa scelta, perchè COSA SONO LE NUVOLE?

 

COME HO AVUTO L'OCCASIONE DI DIRE ALL'APERTURA, ho osato di giustapporre una tela di due metri per due alle colonne di Gres di Cesare de Vita, tela che ha il titolo in omaggio a Pasolini e al suo corto tratto da Capriccio all' Italiana...dipinto tra affresco e olio che dialoga con la nube come presenza del sopra, dell'altrove, come luogo dell'immaginario. Come una scenografia di misteriosi volumi che si condensano e viaggiano, hanno varianti di densità, di forma , di posizionamento nel cielo, vivono d'acqua e fenomeni atmosferici , sono in balia di venti e sempre parlano di nuovo giorno...essa la nube si ripropone, si disegna e ri-appare per poi nuovamente svanire, è una presenza costante nei cieli, ma poi si dilegua, in acqua in umidità, pioggia, caducità...in qualcosa di estremamente fraterno tra cielo e terra...si compatta all'inverosimile, e si decanta in striature o impennate turbolenti e tempestose...eppure grazie a loro all'acqua che che viaggia tutto ciclicamente germoglia.

 

Come appena accennato...le nuvole interpretate dalla sotto scritta sono polveri, ossidi minerali calce e medium...sono metaforicamente vicino alla luce e simbolicamente alla pittura come alla ceramica, alla ceramista in me debbo molto...e se possiamo connotare con questa formula un ipotesi sulla materia dell'arte … direi materia e sacralità, come vita e morte, ciclo e tempo, indicibile e infinito, mai finito posizionamento del se...trasformazione, ecco uno dei fili sottili della scelta...

 

ECCO il Titolo che titola ...come oramai habbiam detto, ma è di fatto il titolo di un Cortometraggio di Pier Paolo Pasolini, quell'incredibile dialogo che lo stesso fà con il sacro, la meraviglia come motore di un possibile entusiasmo umano che lo avvicina al cielo, a colui che crediamo stia sopra di noi...ma che palesemente Pasolini riporta dentro di noi...all'appartenenza, appunto per ritornare alle parole di MARIA WILL alla meraviglia di ciò che ci è prossimo...

 

Ora Flavia Tamò e Attilio Mariotti della BAZARBOOKPRESS di Massagno hanno realizzato un librino di cartone...dietro un loro manifesto di apparteneza attorno al reciclare e al rendere accessibile a tutti anche come atto ecologico, per la scelta di preziosi testi a volte non rieditati e quindi introvabili.

 

Il testo che ci propongono, tocca diversi livelli di lettura grazie a Daniele Gallo, docente al CIELS di Padova, che sottopone il corto pasoliniano al filtro di una personale lettura spirituale, che ne valorizza la profonda stratificazione di senso, il rinvio alla filigrana dell’Otello di Shakespeare e la tensione alla sacralità dell’essere. ...lascio la parola a questi editori atipici davvero, che cuciono e tagliano cartone che riutilizzano e se prima imballi di spostamenti di merci ora portatori di pagine e pensieri... che piegano e uniscono con semplicità per farli essere un fascicoletto davvero di poco prezzo ma valore.

 

Ultimo punto....come accennato e poi lasciamo scorrere la lettura del testo di Pasolini per la canzone di Modugno e quindi il film ...che ...nelle sue ultime battute, tenteremo di perseguire …proponendovi delle immagini fotografiche, di Cesare De Vitainseguendo le nubi“ 1995-2007 di un repertorio di oltre 1000 scatti ... immagini in bianco nero per nulla togliere alla magia assunta dai colori di Pasolini, per poi giustapporre e si insinueranno suoni, generati sui voumi platonici in ottone e su in sala espositiva in Gres e cromie tra smalti e ceneri...e per affronatre questa caducità, e non perdere quel filo che unisce maraviglia a perplessità, verrà evocato con gesto semplice che spesso atribuiamo al bambino, un motivo di svolgimento, quasi un giocare con l'elemento...con gli elementi e le sostanze .

 

un condur gioco per affezione del'istante che mai sarà perduto se come infante è perseguito...e poi ogni geo-metria tra trame d'ogni rete molecolare ritorna alla complessita creaturale. grazie Lore

 

fotografie della sala di Cesare De Vita