Giulia Napoleone      Maurizio Chiaruttini                Antonio Rossi     Gilberto Isella          Rita iacomino

              François Lafranca            Loredana Müller

silenzi areapangeart inaugurazione lunedì 29 settembre

NAPOLEONE - LAFRANCA - MÜLLER

 

 

SGUARDI INCROCIATI: Giulia Napoleone, François Lafranca, Loredana Müller

 

Poesia: Rita Iacomino, Gilberto Isella 

Antonio Rossi

  

 

Presenta: Maurizio Chiaruttini

 

Suoni in sala: Marco Colonna clarinetto basso

a cura di Loredana Müller; termina il 15 dicembre 2025

silenzi inaugurazione lunedì 29 settembre ore 19

NAPOLEONE - LAFRANCA - MÜLLER

 

programma serate:

 

20 ottobre, lettura di poesie:Rita Iacomino

Gilberto Isella

Alessandro Margnetti

Nina Nasilli

Antonio Rossi

Massimo Scrìgnoli

Marco Vitale 

 

 

 

17 novembre, cinema: Max Picard " Il mondo del silenzio" documentario 50'

di Werner Weick, Il filo d'oro rsi 1996

 

15 dicembre, concerto: Marco Colonna, clarinetto basso,"SUIZEN"(monaci Komuso)

 

 

 

www.areapangeart.ch ai casgnò 11a 6528 Camorino 0763380967-0918573979 loredanamuller@bluewin.ch

 

 

       SGUARDI INCROCIATI: una riflessione di Maurizio Chiaruttini UN LIBRO D'ARTISTA 

 

                            poesia di

      Antonio Rossi, Gilberto Isella, Rita Iacomino 

Prevale il silenzio                                              Dove sta il silenzio                           Infanzia                             

 

 

 

 

                      OPERE DI:

      François Lafranca - Giulia Napoleone 

                          Loredana Müller

 

COMUNICATO STAMPA

SILENZI - sguardi incrociati - 3 artisti visivi e 3 poeti

 

Esposizione a cura di Loredana Müller
Inaugurazione lunedì 29 settembre ore 19
termina lunedì 15 dicembre 2025

GIULIA NAPOLEONE – FRANçOIS LAFRANCA – LOREDANA MÜLLER

Antonio Rossi – Gilberto Isella – Rita Iacomino
suoni in sala: Marco Colonna, clarinetto basso
presenta: Maurizio Chiaruttini

Areapangeart, il piccolo centro culturale di Camorino attivo da dieci anni, inaugura il 29 settembre l'esposizione SILENZI; un’esposizione che, in questo momento particolarmente drammatico, tocca il tema del SILENZIO, nelle arti visive e nella poesia. Tra carte a pastello di Giulia Napoleone, sculture in pietra di François Lafranca e tele-teleri di Loredana Müller, prendono corpo e presenza autori diversi.

Nella poesia: Antonio Rossi "Prevale il silenzio" – Gilberto Isella "Dove sta il silenzio" – Rita Iacomino "Infanzia".

Aleggia in galleria un suggestivo passaggio di Max Picard da "Il mondo del silenzio":

«Il silenzio emerge dal frastuono del mondo attuale come alcunché di remoto. Non però come una cosa morta, bensì come un giacente ma vivo animale preistorico. Si scorge tuttora il dorso possente del silenzio, ma l’intero corpo affonda sempre più in mezzo alla sterpaglia degli odierni clamori e come se quell’animale di altri tempi affondasse lentamente nel limo del proprio silenzio. Eppure tutto il frastuono di oggi sembra solo un mormorio di insetti ronzanti intorno all’immane dorso di quell’animale preistorico, il silenzio».

 

I suoni in sala ("Suizen") sono di Marco Colonna, clarinetto basso, generati per l'esposizione pensando ai monaci Komuso (monaci del vuoto).

Gli artisti visivi che espongono sono: Giulia Napoleone, artista dal respiro internazionale, espone 12 carte Arches a pastello, dove il segno si intensifica e diviene corpo colore. Il blu protagonista salva minuti vuoti-semi e direttrici, lascia spiragli bianchi tra l'estrema tessitura di superficie e la sottostante materia della carta a mano. Maestra dell'assoluto inteso come ricerca d'identità di confine e continua verifica del proprio concetto spirituale, saturando-meditando sospende finestre di cellulosa, le superfici si colmano di titoli quali "notte", "confini", "spirali", "isole", "i colori del silenzio", arrivando alla quiete del Cosmo tra misura e bellezza. François Lafranca, artista che della carta e della pietra ha fatto i suoi argini, i suoi viaggi senza confini, espone in areapangeart sculture in pietra, protagonista l'anfibolite e altri minerali del nostro territorio, che con estrema naturalezza raccoglie, trasporta e trasforma, ascoltandone i silenzi, lì nelle loro forme. Appartengono alla crosta terrestre come agli argini d'ogni fiume. Le divide, strappa-spacca, aiutandosi con punte e scalpelli, come con macchinari ad acqua. Opera come anticamente si operava per le pietre angolari o ad angolo, le prime pietre che si posavano per costruire una casa. Una simbologia pregnante nella sua arte. Loredana Müller, cura-allestisce l'esposizione; espone tre teleri di antico cotone e due quadri quadrati di un lino dell'Ottocento, lenzuoli degli avi, e piccole tele unitamente a plaquette a tema. La particolarità sta nel suo costruirsi i colori, che giungono come eco di ossidi minerali e materiali che ci abitano. Compongono i quattro elementi per lei tensioni spirituali, e di fatto energie primarie inscindibili. Acqua, aria, fuoco, terra... e quella luce delle "Voci minerali", "Mitologema", "Finestre sul silenzio dei mari" sono i suoi temi.



areapangeart prevede tre serate:20 OTTOBRE coinvolti i poeti presenti in sala con i propri testi

Rita Iacomino – Gilberto Isella – Antonio Rossi.

Inoltre i poeti per i quaderni grigi

Massimo Scrìgnoli – Nina Nasilli
e per le minute plaquette esposte e nate sempre sul tema dei silenzi Marco Vitale – Alessandro Margnetti.

 


17 NOVEMBRE Documentario "Il mondo del silenzio" Max Picard – "Il filo d'oro", RSI 1996 regia di Werner Weick durata 50'. Sarà presente il regista.


15 DICEMBRE concerto in assolo di Marco Colonna, clarinetto basso.

 

 

 

 Ho pensato molto alla musica per la vostra mostra, ed ho realizzato un brano che sintetizza le riflessioni avute. Silenzio come vuoto, come spazio in cui accogliere, ascoltare e far risuonare. Ma anche silenzio come pratica, come strumento di controllo del respiro. Per cui SUIZEN. La pratica del suono come meditazione, tipica dei monaci Komuso. Che suonano con il capo coperto, scomparendo nel momento.  SUIZEN è pensato attraverso il principio di meditazione dei Komuso. Un respiro per un una frase musicale, è un principio di profondità, accoglienza del silenzio, un modo per rallentare la pressione esterna e dedicarsi all'ascolto interiore.

 

MARCO COLONNA

Clarinettista basso, compositore, improvvisatore e docente di tecniche d'improvvisazione alla Siena Jazz University, Marco Colonna è una figura che pone al centro del suo lavoro i confini tra stili, arti e linguaggi. Attivo nella World Music (esibendosi in importanti festival internazionali come il Rainforest World Music Festival, Sziget e Khamoro), nella musica contemporanea (con numerose opere scritte per lui da compositori come Giorgio Colombo Taccani, Shigeru Kan No, Dan Di Maggio e Sofia Mycaelyan; è stato il primo in Italia a eseguire un concerto per clarinetto contrabbasso solo al Festival delle 5 Giornate di Milano) e nel jazz, dove è costantemente riconosciuto come una figura rilevante dalle riviste specializzate. Da un decennio compare nei referendum di fine anno della rivista Musica Jazz tra i migliori musicisti dell'anno, con album ai vertici delle classifiche e partecipazioni a formazioni di rilievo.

Ha suonato e collaborato con una miriade di musicisti, tra cui Evan Parker, Alexander Hawkins, Mat Maneri, Gordon Grdina, Franck Gratkowski, Agustí Fernández, Zlatko Kaučič, Roberto Ottaviano, Ettore Fioravanti, Umberto Petrin, Cristiano Calcagnile, Silvia Bolognesi, Ermanno Baron, Fabrizio Spera, Cristian Muela, Zeno De Rossi, Giovanni Maier, Giorgio Pacorig, Massimo De Mattia, Stefano Giust, Fabrizio Puglisi, Martin Mayes, Emanuele Parrini e molti altri.
Ha pubblicato musica con Parco Della Musica, Fundacja Słuchaj, Leo Records, Klopotek, Not Two, Relative Pitch, Setola Di Maiale, Afk e Folderol Records.
Attivo nel teatro dal 2001, ha recentemente composto (ed eseguito dal vivo) le musiche per lo spettacolo La Rosa Bianca, scritto e interpretato da Aida Talliente, prodotto da Aria Teatro.Collabora con Pino Ninfa in performance che uniscono musica e fotografia.
Oltre a scrivere saggi sulla musica, si dedica anche alla letteratura (pubblicando con Blonk e Edizioni Kappabit). Approfondisce il rapporto con il linguaggio poetico, collaborando con il poeta Alberto Masala e la scrittrice Savina Dolores Massa. Ha contribuito sia musicalmente che testualmente al libro Ciudades/Città, edito da Info Modo Shop, insieme ad Alberto Masala e Raúl Zurita. Collabora inoltre con il poeta Lorenzo Mari e l'artista Giulia Napoleone.

silenzi

Max Picard " Il mondo del silenzio"

 «Il silenzio emerge dal frastuono del mondo attuale come alcunché di remoto. Non però come una cosa morta, bensì come un giacente ma vivo animale preistorico. Si scorge tuttora il dorso possente del silenzio, ma l’intero corpo affonda sempre più in mezzo alla sterpaglia degli odierni clamori e come se quell’animale di altri tempi affondasse lentamente nel limo del proprio silenzio. Eppure tutto il frastuono di oggi sembra solo un mormorio di insetti ronzanti intorno all’immane dorso di quell’animale preistorico,

                                                                                        il  silenzio».

 

 

17 NOVEMBRE  Documentario " Il mondo del silenzio" Max Picard - Filo D'Oro rsi 1996

regia di Werner Weick che sarà presente alla serata, sue due parole di allora e significative anche ora:

 

"..In un’epoca in cui l’umanità è intenta a rincorrere la tecnologia e i suoi ritmi frenetici,

ci sono ancora persone che vivono rifacendosi ai valori che da sempre, anche se in modo sotterraneo, hanno avuto l’uomo come unico punto di riferimento. Il loro è un sapere che nasce dall’esperienza personale e che rifugge dalle visioni di parte. La loro consapevolezza

da secoli viene trasmessa da un’esile minoranza di individui. Il senso di questa esperienza è alla base del ciclo Il filo d’oro, curato da Werner Weick, che ritorna alla Tsi con ritratti di personaggi fuori del comune."

 

"Il documentario è dedicato a Max Picard, scrittore «silenzioso» che ha vissuto per anni in Ticino e che sin dall’inizio ha intuito i pericoli di una società tecnocratica, e i suoi rischi di involuzione autoritaria.

 

Max Picard Scrittore e pensatore svizzero considerevole, studiò inizialmente medicina in Germania e praticò per pochi anni la professione di medico a Monaco, fino al 1918. Da sempre interessato alla filosofia, decise di chiudere con la medicina e di trasferirsi in Ticino per vivere come libero scrittore. Dal 1919 al 1929 circa visse pertanto a Brissago e successivamente si stabilì a Sorengo, a Gentilino e a Caslano. Dal 1955 risiedette a Neggio, dove si spense e dove è sepolto. In Ticino il filosofo trovò modo di condurre una vita riservata e a stretto contatto con la natura, che secondo lui qui trovava si esprimeva attraverso una bellezza incontaminata. Tuttavia, non disdegnò gli incontri con amici, studiosi, poeti e filosofi, curiosi di conoscere l’autore di opere come Das Ende des Impressionismus (1916), Hitler in noi stessi (1946) e Il mondo del silenzio (1948).

  Giulia Napoleone

 

 

pittrice e incisore, nata a Pescara il 1° febbraio 1936. A Roma dal 1957, partendo da una formazione rivolta verso un vasto arco di interessi (dalla musica classica alla fotografia), si è quindi dedicata alla pittura e, prevalentemente, alla grafica. Ha frequentato come ricercatrice (dal 1965) e come docente (1974-76) la Calcografia Nazionale di Roma, stringendo un sodalizio di studio con G. Strazza. Si è perfezionata (1967) nelle tecniche grafiche presso il Rijksmuseum di Amsterdam. Ha partecipato a numerose esposizioni collettive; tra le mostre personali recenti, Luce e ombra (1992, Roma, Museo laboratorio di arte contemporanea dell'Università "La Sapienza"); Giulia Napoleone. Opere su carta 1963-1997 (1997, Roma, Calcografia Nazionale). A parte la breve esperienza, nei primi anni Settanta, dell'uso di materiali plastici (sico glass), ha trovato nell'incisione a punzone e nelle altre tecniche dirette (bulino, maniera nera, puntasecca) un mezzo espressivo intimamente congeniale, accanto all'acquerello e al disegno a pastello e a inchiostro. Nelle prime opere emerge l'uso di segni o unità minimali, impaginati in tessiture astratte (serie Urania, 1963-64; Mosaico, 1964-65; Muro, 1965) o ispirate a forme vegetali o paesaggi immaginari (serie Foglie, 1963); in seguito ha rivolto i suoi interessi in particolare alle ricerche sulla luce, sui passaggi cromatici e sul ritmo compositivo della linea e del segno, che sono alla base degli acquerelli (serie Variazioni, 1977; Trasparenze, 1989; Acqua, 1992-93) come dei disegni a inchiostro in bianco e nero (Notte a Numana, 1985; illustrazioni per Les fleurs du mal, 1995-96) e delle incisioni (serie Segno e controsegno, 1974, punzone; Specchi d'ombra, 1992, maniera nera). Ha un mosaico alla stazione della metropolitana di Piazza V. Emanuele a Roma. (1997).

François Lafranca

 

Nato il 7 giugno 1943 a San Carlo/Val Bavona

Già durante la scolarità a Bienne, l'arte lo affascina e muove i primi passi nella pittura, scultura e incisione.

1959-60: Volontariato a Berna con Marcel Wyss, scultore, pittore ed editore della rivista d'arte SPIRALE. In questi anni inizia a suonare Jazz

1961-64: Ritorno in Val Bavona. In solitudine, vi lavora come pittore e scultore.

Nel 1965: a Locarno apre un Ateliers di incisione e stampa a mano e vi lavora con artisti come Ben Nicholson, Jean Arp, Piero Dorazio, Enrico Castellani, Eduardo Chillida, Mark Tobey e Arturo Bonfanti

1966: Fondazione Edizioni Lafranca con Hedda Lafranca (fino al 1986)

Dal 1973: a Collinasca/Cerentino, trasforma una segheria abbandonata in paper mulino e officine per lavorare il legno, il metallo e la pietra

Attualmente, con Franziska Kurth e le loro figlie Alba (*1999) e Line (*2001), vive in alta

Vallemaggia. Le sue attività si concentrano nei suoi straordinari Ateliers

Collaborazione con artisti

1960 Marcel Wyss, 1964 Ben Nicholson, 1966 Jean Arp, Gianfredo Camesi, 1967 Hans Richter, Italo Valenti, André Evrard , 1968 Arturo Bonfanti, 1969 Léon Zack, Mark Tobey, 1970 Gottfried Honegger, Peter Stein, 1971 Piero Dorazio, 1972 Enrico Castellani, Warja Lavater, 1973 Eduardo Chillida, Erich Keller, 1980 Flavio Paolucci

Opere in collezioni pubbliche (selezione)

1976 Kunsthalle, Brema, 1978 Graphische Sammlung, ETH Zurigo , Schweizerische, Landesbibliothek, Berna, Aargauer Kunsthaus, Aarau, 1980 Ulmer Museum, Ulma

1981 Museo Wilhelm Hack, Ludwigshafen, 1983 Kunsthalle, Mannheim, 1985 Herzog-August Bibliothek Wolfenbüttel, 1987 Comune San Nazzaro, TI, 1989 Albertina, Vienna

1992 Badische Sparkassenakademie, Rastatt, 1995 Museo Gunma, Giappone, 1997 Neue Galerie der Stadt, Linz, 1998 Leopold-Hoesch-Museum, Düren, 2001 Musée des beaux-arts, Le Locle

2002 Kupferstichkabinet, Dresda,2003 Musée d'Art et d'Histoire, Neuchâtel

Esposizioni (selezione)

1960 Atelier-Theater, Berna, 1969 Graphische Sammlung der ETH Zurigo, 1976 Kunsthalle Brema catalogo, 1980 - 81 BON A TIRER Kunsthaus Aarau / Ulm / Duisburg / Kiel catalogo, 1982 Museo Wilhelm Hack, Ludwigshafen, 1984 Kunsthalle Mannheim catalogo, 1985 Museo d’Arte Mendrisio catalogo, 1987 Scultura Svizzera, Locarno catalogo, 1990 Schützenhaus Zofingen catalogo

 

Musée Jenish, Vevey catalogo, 1993+02 Galleria Lazertis, Zurigo catalogo, 1995 Galleria Saka, Tokyo, 1997 Herzog-August Bibliothek, Wolfenbüttel, 1998 Museo Leopold-Hoesch, Düren catalogo, Forum Rubigen catalogo, 2000 Galleria UNE, Neuchâtel, 2001 Museo Beaux-Arts, Le Locle, 2002 Kunstreich Berna, 2005 Villa Ramazzina, Verscio / Humaine Locarno, 2006 Schweizerische Triennale der Skulptur, Bad Ragatz und Vaduz catalogo, 2007 OLIVI Ateliers Collinasca+KunstreichBern catalogo, 2013-14 RONG Triennale di Milano / Villa Ciani, Lugano / Musée du Louvre, Paris catalogo 2014 Spazio Arauco, Minusio, 2015 Gunma Museum of Art, Tatebayashi, Giappone, 2018 Museo Centovalli e Pedemonte, Intragna catalogo, 2020 Kunsthalle Mannheim « Drucken ohne Farbe », 2020 Bex & Arts Triennale di sculture contemporanee catalogue.

 

 

Loredana Müller

 

 

è nata a Mendrisio nel 1964, risiede nel Luganese e studia allo CSIA, segue le lezioni di M. Cavalli e M. Huber, tra grafica e arti applicate. Con una borsa di studio, si licenzia in pittura nel 1988 presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, ove frequenta i corsi di E. Brunori e G. Strazza. È pittrice, incisore, ceramista. Espone frequentemente in Italia, in Francia, in Svezia, in Romania e in Svizzera, sia in personali che in collettive. Rientra in Ticino nel 2000. Apre la Galleria Pangeart (2002-2006) a Bellinzona. Cura le cartelle calcografiche Omaggi e confronti. Avvia nel 2006 la Scuola areapangeart di Arti Applicate a Camorino. Nel 2007 il Progetto Pangeart si unisce a AR Officina d’Arte Contemporanea a Milano. Nel 2008 cura le cartelle calcografiche AR. Nascono le Edizioni areapangeart in collaborazione con artisti e poeti. Nel 2009 fonda le edizioni ramo radice con M.R.Valentini. Cospicua la produzione di libri d’artista. Dal 2009 collabora con la Galleria Stellanove di Mendrisio e con L.I.Art Roma. Dal 2010 al 2015 hanno luogo numerose esposizioni di pittura e d'incisione calcografica. Nel 2015 apre col compagno Gabriele Donadini il centro culturale areapangeart, con esposizioni internazionali e incontri di poesia, letteratura, musica e cinema.

 

 

Maurizio Chiaruttini

 

è nato in Ticino, a Castelrotto, nel 1956. Si occupa di poesia contemporanea.

 

Ha pubblicato, in varie sedi, su Giorgio Orelli, Nanni Cagnone, Cesare Greppi, Milo De Angelis,

 

Federico Hindermann, Dubravko Pusek, Antonio Rossi, e altri.

 Nato nel 1952 a Maroggia (Canton Ticino), ha studiato alle università di Friburgo (Svizzera) e di Firenze. Ha pubblicato le raccolte di poesie Ricognizioni (Bellinzona, Casagrande 1979, pref. di Giovanni Raboni), Diafonie (Milano, Scheiwiller 1995, pref. di Stefano Agosti) e, presso Book Editore, Sesterno (Castel Maggiore, 2005), Brevis altera (Ro Ferrarese, 2015) e Quandoltre (Riva del Po, 2025). Ha realizzato in collaborazione con Samuele Gabai le plaquette di poesie e acqueforti Glyphé (Mendrisio, Stucchi 1989) e Quivi (Vacallo, Hic et nunc 2020), con Massimo Cavalli la cartella Aghifogli (Mendrisio, Josef Weiss Edizioni 2017).

Ha tradotto testi di Robert Walser (Poesie, Bellinzona, Casagrande 2000), Paul Wühr (Sage / Leggenda, Modena, Galleria Mazzoli 2015) e Jean Flaminien (L’homme flottant / L’uomo flottante e L’être confiant / L’essere che confida, Ro Ferrarese, Book Editore 2016 e Riva del Po, Book Editore 2023); si è occupato del poeta-musico Serafino Aquilano, delle cui rime ha curato l’edizione commentata (Milano-Parma, Fondazione Bembo-Guanda 2002 e Roma, Bulzoni 2005).

Alla sua poesia ha dedicato una ricerca di dottorato Sara Murgia (L’itinerario poetico di Antonio Rossi. Visioni postmoderne della realtà tra frammentazione, straniamento, caos e perturbazione, Firenze, Cesati 2015); uno studio monografico è stato condotto da Maurizio Chiaruttini (La diffrazione. Sulla poesia di Antonio Rossi, Milano, Mimesis 2022).

 

Gilberto Isella  è nato a Lugano nel 1943. Studia letteratura italiana e filosofia all’Università di Ginevra (tra i professori Jean Starobinski).

Dal 1968 al 1971 soggiorna a Milano. Collaboratore editoriale.Ha insegnato italiano al Liceo cantonale di Lugano (dal 1974 al 2003) e alla SUPSI. Membro di redazione della rivista di cultura Bloc notes, di cui è stato uno dei promotori nel 1979, e vice-presidente del Centro PEN della Svizzera italiana e retoromancia. Partecipa alle attività delle Edizioni Opera Nuova.Collabora con varie riviste svizzere ed estere. Come critico si occupa in particolare di poesia contemporanea e teoria letteraria: numerosi articoli e saggi pubblicati in riviste e miscellanee. Ha curato un’antologia degli scritti di Mario Marioni (Fogli vagabondi, G. Casagrande, 1994) e, con Tiziano Salari, l’antologia poetica Armageddon e dintorni di G.Ramella Bagneri (Insula, 2011). Ha tradotto dal francese Charles Racine, Jacques Dupin e Bernard Vargaftig. Numerose le collaborazioni con artisti ticinesi e italiani (libri d’arte, plaquettes, cataloghi), e con il regista cinematografico Adriano Kestenholz. Le ultime raccolte poetiche: Corridoio polare (Book, 2006), Taglio di mondo (Manni, 2007), Mappe in controluce (Book, 2011) e Variabili spessori (alla chiara fonte, 2011). Censuralbe, Milano, Il robot adorabile, (2012). Con tempere di Adalberto Borioli. Preludio e corrente per Antoni, Bellinzona, Salvioni Edizioni, (2012). Con incisioni di Loredana Müller Donadini. Caro aberrante fiore, Lugano, Edizioni Opera Nuova, (2013). Mobilune, Bellinzona, Salvioni Edizioni, (2015). Con incisioni di Loredana Müller. Liturgia minore, Falloppio, Lietocolle, (2015). L'occhio piegato, Bologna, Book Editore, (2015). Prefazione di Vincenzo Guarracino. Acque aperte acque chiuse, [Milano], (2016). Con un'incisione di Adalberto Borioli. Berndard Vagaftig, Io scrivo ciò che è vivere, Lugano, ADV Publishing House, 2016. Traduzione e cura di Gilberto Isella. Gilberto Isella per Enrico Della Torre, Materie se non luci, Lugano, Pagine d'Arte, (2017) La memoria delle forme, [Mendrisio], Josef Weiss Editore, (2018). Con quattro disegni di Giulia Napoleone. Arepo, [Ro Ferrarese], Book Editore, (2018). Per il teatro ha scritto Messer Bianco vuole partire (alla chiara fonte, 2008). Con Loredana Müller ha creato i libretti d'arte Passato in frattali, pesce domestico, traffico metropolitano. Finalista al Premio Camaiore e al Premio Bonanni Città dell’Aquila, Criptocorsie (2021), Terre sotto vuoto (2024) e Divaricando l'attimo (2025). È anche autore di prose saggistiche e del libro di racconti La furia dell’angelo (2023). Presente in varie antologie poetiche, alcune sue opere sono state tradotte in francese, lèttone e romeno.

 

  

Rita Iacomino
Vive e lavora a Roma. Ha esordito nel 1989 con il Premio Montale alla silloge Luoghi impraticabili nella memoria (Scheiwiller, 1990). Ha pubblicato le raccolte di versi: Dura Verticale (Edizioni della Cometa, 2000); Amore di Silvia e Atlante (Giulio Perrone, 2010); Poemetto tra i denti (Progetto Cultura, 2011); Diario di un finto inverno (Empirìa 2018). Dal 2004 ha collaborato a sperimentazioni sulla parola e le identità poetiche con Perifezie: poetica per juke-box umani e portavoce e con Maite: le antifone. Ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti. Nel 2016 partecipa con l’operetta Ariadna Rewind al Festival Pépète Lu­mière di Lione (traduzione di Silvia Guzzi - musica di Alex Mendizabal). Presente in antologie collettanee con testi in versi e in prosa. Con Diario di un finto inverno è stata ospite di Rai Radio3. Suoi testi sono apparsi in numerose edizioni d’arte. Nel 2024 pubblica il poemetto Cassandra in Dalla sparizione del mondo con opere ad olio di Franco Mulas per le Edizioni Il Bulino.